Data odierna 20-09-2017

Da Gesualdo Casciana, del Coordinamento di Italia dei Valori Svizzera, riceviamo e pubblichiamo alcune riflessioni a commento di un articolo di Romain Clivaz e Fabian Muhieddine pubblicato il 3 dicembre...

Da Gesualdo Casciana, del Coordinamento di Italia dei Valori Svizzera, riceviamo e pubblichiamo alcune riflessioni a commento di un articolo di Romain Clivaz e Fabian Muhieddine pubblicato il 3 dicembre scorso sul “24Heures”, primo giornale della Svizzera romanda per tiratura, che riporta alcune dichiarazioni di Christoph Blocher sul nostro presidente del Consiglio.
“Capita spesso leggendo i giornali stranieri di incappare in giudizi poco lusinghieri sul nostro premier. Gli innumerevoli articoli pubblicati volta per volta sui più prestigiosi quotidiani del mondo tra cui Le Figaro, The Times, Le Monde, la Süddeutsche Zeitung, El Pais, il New York Times, sono sintomo di un’innegabile rottura, irreparabile allo stato delle cose, tra la quasi totalità del panorama dei media italiani e la realtà dei fatti che li circonda.
Un uomo vecchio e malato, perso in un delirio di onnipotenza ed ebbro della sua vanagloria trascina giorno dopo giorno il nostro paese nel baratro del non-governo. I cablogrammi pubblicati da Wikileaks, nei passaggi in cui si riferiscono al nostro tanto amato leader, non fanno che sollevare una foglia di fico trattandosi di fatti e giudizi già da tempo di pubblico dominio nonostante molti, per partigianeria, in pubblico continuassero a negarli.
È su questo fondale di smisurata desolazione che quotidianamente l’immagine dell’Italia nel mondo non smette di deteriorarsi mentre gli italiani lottano senza posa per mantenere la testa alta di fronte alle continue allusioni, ai sorrisini di derisione, alla vergognosa condotta di un uomo che dovrebbe rappresentarli tutti e che invece non rappresenta che se stesso e le lobby che fanno quadrato attorno a lui, uomo del non-governo, che permette loro di governare meglio i propri affari nel generale vuoto di potere statale.
Nel tempo le allusioni dei giornalisti stranieri si sono tramutate in affermazioni, fatti documentati alla mano, per poi trasformarsi in espressioni di costume, modi di dire che si riferiscono allo stile del premier italiano, che disgraziatamente non è quello dell’alta moda. Così può capitare di leggere su un quotidiano della Svizzera campione di liberalismo e democrazia, accuse incrociate di essere “il Berlusconi svizzero” scambiate tra un giornalista ed uno dei più noti politici elvetici che si rivolge a suo volta ad un altro collega. Accusare qualcuno di essere Berlusconi ha oggi il valore di una potente arma retorica a metà strada tra la provocazione e l’insulto.
Il siparietto si svolge sulle pagine del 24Heures, il primo giornale della Svizzera romanda per tiratura. L’articolo del 3 dicembre a firma di Romain Clivaz e Fabian Muhieddine prende in esame le recenti vicende che hanno visto protagonista Christoph Blocher, ex uomo di governo e grande vecchio dell’Unione Democratica di Centro (UDC), il primo partito svizzero alle ultime elezioni nazionali. L’ex ministro della giustizia della Confederazione è stato aspramente criticata nelle ultime settimane per il suo presunto arrembaggio alla Basler Zeitung, importante quotidiano di Basilea in lingua tedesca, in profonda crisi finanziaria. Ogni ipotesi di avvicinamento da parte del politico è alla fine stata scongiurata dal colpo di scena che ha visto il cambio di vertice tra i vecchi proprietari defilatisi discretamente ed il patron di Crossair Maurice Sutter, il quale ha subito tagliato i ponti con Robinvest, l’azienda guidata da Blocher che si era recentemente legata al giornale per mezzo di un contratto di consulenza.
I giornalisti nel corso dell’intervista evocano il paragone tra le presunte aspirazioni di Blocher ed il presidente del consiglio italiano. Il politico per tutta risposta gira l’infamante paragone a Moritz Leuenberger politico del campo avverso, socialista a capo del Dipartimento federale (leggi Ministero) dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). Alla provocazione dei giornalisti che gli chiedono se, visto il fallito arrembaggio al quotidiano basilese, intenda “andare alla conquista della televisione come Silvio Berlusconi”, il politico risponde che “il Berlusconi svizzero sarebbe piuttosto Moritz Leuenberger. Ministro, gestisce allo stesso tempo le nomine e attribuisce le concessioni per le radio e le televisioni private. Immaginatevi un po’ la sua influenza!”.
Naturalmente non sono di sinistra né il giornale né il politico che condividono questa bassa opinione del nostro presidente del Consiglio. Il 24Heures è conosciuto per essere moderatamente orientato a destra, e Blocher è colui che ha condotto l’UDC alla spregiudicata conquista dell’elettorato con le tendenze più estremiste della destra svizzera, rendendo tristemente famoso il suo partito anche fuori dai confini nazionali per le numerose iniziative di legge xenofobe e populiste tra le quali le più note sono quella contro i minareti e più recentemente contro i criminali stranieri. Ma questo non ditelo a Silvio, vi tirerebbe fuori storie inenarrabili di spioni e cellule deviate che lo vedono assediato dalla Spectre mondiale, poi aggiungerebbe tonnellate di sondaggi dai quali emerge chiaramente che è il più amato dell’universo e finirebbe per tacciarvi di essere un vecchio arnese degno del PCUS al solo cenno di storcere il naso che vi venisse in mente di fare di fronte alle sue deliranti parole”.

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