Data odierna 21-11-2017

Paola Vacchina è la nuova presidente dell’ENAIP. È stata eletta nell’ultima riunione del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente di istruzione e formazione professionale delle Acli. Paola...

Puntare sulla formazione professionale come leva strategica per la ripresa

Paola Vacchina è la nuova presidente dell’ENAIP. È stata eletta nell’ultima riunione del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente di istruzione e formazione professionale delle Acli.

Paola Vacchina Jacquemod, 43 anni, origini valdostane, coniugata e madre di due figli, laureatasi in Giurispudenza a Torino, ha dedicato gran parte del suo impegno sociale alla progettazione sociale ed alle tematiche dell’educazione e della formazione.

Iscritta alle Acli dall’inizio degli anni ’90, è stata fondatrice ed animatrice per diversi anni della “Scuola di Politica”. Già presidente delle Acli della Valle d’Aosta, dall’ aprile 2004 è membro della Presidenza nazionale Acli, di cui è anche stata vice Presidente nazionale fino allo scorso anno,  attualmente con delega alla Funzione formazione di sistema Acli.

 

La priorità per l’Enaip”, afferma Paola Vacchina, “è quella di affrontare l’emergenza giovani, che  si palesa da una parte in complesse forme di disagio e marginalità, dall’altra come  fuga dei cervelli, fuga della braccia, e in ultima analisi come  ‘fuga del futuro’ ”.

 

La presidente dell’Enaip chiede al futuro governo di “fare veramente sistema e di puntare a  un’adeguata offerta formativa in tutte le regioni, superando l’attuale divario territoriale e sganciando la spesa sostenuta dalle Regioni per questa materia dal patto di stabilità insieme ad un severo sistema di monitoraggio dell’efficacia e della qualità della spesa. Occorre  puntare sulla  formazione professionale come leva strategica per la ripresa economica”.

 

Dobbiamo credere nel modello formativo italiano”, conclude Paola Vacchina, “favorendone crescita ed espansione scommettendo sulla qualità e le potenzialità esistenti, senza inseguire soluzioni che appartengono ad altri paesi e ad altre culture e storie. Il nostro sistema d’istruzione e formazione è già riuscito funzionare in un momento tragico quale quello del dopoguerra e ha contribuito alla rinascita civile ed economica del Paese: possiamo farlo ancora”.

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