Data odierna 20-11-2017

Il Senato, con 160 sì e 133 no su 296 votanti, ha approvato la riforma delle province. Il provvedimento passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva. IL ddl Del Rio ridisegna e non abolisce...

Province, Si del Senato al DLL del RIO. Dal 2015 diventeranno assemblee con sindaci e consiglieri comunali

Il Senato, con 160 sì e 133 no su 296 votanti, ha approvato la riforma delle province. Il provvedimento passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva.

IL ddl Del Rio ridisegna e non abolisce le province, trasformandole in assemblee formate dai sindaci e dai consiglieri comunali del circondario.Nessuno di loro percepirà indennità aggiuntive ed i loro poteri saranno esclusivamente di pianificazione, fatta eccezione per l’edilizia scolastica e le pari opportunità, che resteranno le uniche vere funzioni dei nuovi organismi provinciali.
Inoltre, non cambierà il loro numero complessivo, centosette, anche se 10 di esse, a partire dal 1° gennaio 2015, si trasformeranno in Città metropolitane.
Le altre 97 resteranno enti di secondo livello imperniati su tre organi: il presidente, che sarà il sindaco del comune capoluogo; l’assemblea dei sindaci, che raggrupperà tutti i primi cittadini del circondario; il consiglio provinciale, formato da 10 a 16 membri (secondo la popolazione) designati tra i sindaci e i consiglieri comunali del territorio.
Come cambieranno le loro funzioni? Per trasporti, ambiente e mobilità manterranno funzioni di semplice pianificazione, mentre resteranno operative le competenze per la gestione dell’edilizia scolastica e cominceranno a occuparsi anche di pari opportunità.
Tutte le altre funzioni sinora detenute dalla province passeranno ai Comuni qualora le regioni decideranno di non avocarle per sé. E così sarà anche per il personale e il patrimonio.
Le nuove Province resteranno in carica quattro anni e vedranno la luce ufficialmente a partire dal 1° gennaio 2015. Nel frattempo, verranno prorogati fino a fine 2014 i 52 presidenti di provincia che sarebbero scaduti in primavera e i 20 commissari attualmente in carica. L’allungamento della scadenza riguarderà anche gli assessori. Con una differenza curiosa però: nelle Province continueranno a essere pagati, nelle città metropolitane no
Quanto, infine , all’aspetto economico della riforma, permangono incertezze su quanti e quali saranno i risparmi per l’erario. Secondo il governo si tratta di un miliardo a regime; secondo l’UPI, un centinaio di milioni; non manca, infine, chi, come la stessa commissione bilancio del Senato, teme che i costi possano addirittura aumentare.(aise)

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