Data odierna 23-07-2017

Si avvicina la data delle primarie del Pd. In una nota del Comitato Orlando all’ estero si legge: “Pur con il massimo senso di responsabilità che abbiamo tenuto fino a oggi, nonostante le...

Primarie PD: le regole non si possono cambiare a pochi giorni dal voto

Si avvicina la data delle primarie del Pd. In una nota del Comitato Orlando all’ estero si legge: “Pur con il massimo senso di responsabilità che abbiamo tenuto fino a oggi, nonostante le numerose difficoltà nelle quali siamo chiamati a operare, non possiamo più condividere alcune scelte imposte senza dialogo tra le parti, e incompatibili con i tempi congressuali del PD e le pari condizioni dei candidati, frutto di comportamenti non sempre trasparenti che mettono in difficoltà persino la Commissione per il congresso all’ estero e i suoi componenti. In particolare ci riferiamo alla possibilità del voto on line in vista delle primarie del 30 aprile, che, in una comunicazione ufficiale dello scorso 13 aprile della Commissione per il Congresso all’estero, ne veniva annunciata l’impossibilità della procedura, salvo poi dover scoprire che tale possibilità di votazione era in realtà praticabile ed era notizia certa per i sostenitori della sola mozione Renzi in Europa, i quali si sono adoperati per tempo per la sua fruizione.

Non esiste alcuna regola – sottolinea la nota – o delibera nazionale che preveda il voto online; è illegittimo mandare fuori comunicazioni ufficiali in totale contrasto con le regole, così com’è illegittimo aver modificato la piattaforma delle primarie. Le regole non si possono cambiare a pochi giorni dal voto. Visti i fatti, dunque, ci rendiamo conto che è evidente che c’è chi scavalca le Commissioni e prende decisioni che poi le Commissioni dovrebbero ratificare ex post, compresa la Commissione nazionale. Non siamo d’ accordo. Rispettiamo e vogliamo che siano a loro volta rispettati persone e luoghi decisionali e il principio della massima condivisione. Vogliamo che tutti siano messi nelle medesime condizioni di competitività”. “Vogliamo – si legge ancora nella nota del Comitato Orlando all’ estero – che le Commissioni non debbano ratificare scelte già assunte in altri luoghi. Vogliamo che chi ha la reale responsabilità politica di aver messo la Commissione estero nella terribile condizione di lavorare tra mille difficoltà, nella solitudine di due o tre componenti che fanno da soli sforzi enormi, in tempi stretti e superati dalle scadenze dettate dai regolamenti nazionali, nella contraddittorietà delle comunicazioni, si fermi. Fermarsi, ascoltare le richieste e le difficoltà degli altri, è segnale di buon senso politico e rispetto per il Partito tutto. Non fermarsi e imporre decisioni non condivise sulle regole a colpi di maggioranza, forse farà vincere le primarie (o stravincerle), ma farà trovare il PD più solo e con meno elettori e sempre più demotivati alle elezioni. Noi non lo vogliamo. Per questo – conclude la nota – chiediamo condivisione delle scelte in questi ultimi giorni di campagna elettorale”.

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