Data odierna 23-09-2017

Si parlerá di riforma del Mae, nuove aree di attivitá dei diplomatici, opportunitá di investimento offerte dalla Farnesina e problemi connessi alla finanziaria Massolo: “Se...

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Si parlerá di riforma del Mae, nuove aree di attivitá dei diplomatici, opportunitá di investimento offerte dalla Farnesina e problemi connessi alla finanziaria

Massolo: “Se i tagli di bilancio sono spinti oltre un certo limite, bisogna necessariamente ridurre azioni e ambizioni” .

Dal 27 al 28 luglio si terrá a Roma, presso il ministero degli Esteri, la VII Conferenza degli Ambasciatori dal titolo “Rinnovarsi per crescere”. L’evento è stato presentato alla Farnesina dal segretario generale del Mae Giampiero Massolo e da Maurizio Massari, capo del Servizio Stampa e Informazione della Farnesina. Durante l’incontro Massari ha ricordato che la Conferenza sará aperta dal ministro degli Esteri Frattini e dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il 27 luglio, e chiusa l’indomani dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Massari si è anche soffermato sulla prima edizione del “Farnesina Foreign Policy Forum” che si svolgerá il 28 luglio al Mae in concomitanza con la Conferenza degli Ambasciatori. In pratica un forum di discussione sui principali temi della politica e dell’attualitá internazionale, che coinvolgerá ambasciatori italiani e ambasciatori stranieri in Italia, alti funzionari della Farnesina, rappresentanti dei media ed esperti di politica estera. Variegati dibattiti ad alto livello, della durata di 45 minuti, in cui si parlerá di Europa e crisi economica, dei rapporti fra Italia e Cina, delle relazioni tra il nostro Paese, l’Europa e gli Stati Uniti, del Medio Oriente, dell’Afghanistan e dell’interesse dell’opinione pubblica italiana per la politica estera.

Nel corso dell’incontro con la stampa Giampiero Massolo ha spiegato come questa Conferenza abbia fra i suoi obiettivi la presentazione della riforma del ministero degli Esteri che, come le strutture similari degli altri paesi, deve affrontare, nell’era della globalizzazione, le sfide della fornitura di servizi in tempo reale ai cittadini ed alle imprese in tutto il mondo, della ottimizzazione delle risorse, nonché dell’avvento del Servizio europeo di azione esterna (Sae) con cui ogni diplomazia nazionale dovrá trovare adeguate sinergie nelle nuove modalitá di collaborazione. Massolo ha ricordato come la riforma del ministero degli Esteri, che è giá operativa ma entrerá ufficialmente a regime nel gennaio 2011,  preveda la riduzione delle direzioni generali (fra queste verrá confermata quella per gli italiani all’estero e le politiche migratorie) e la ristrutturazione della rete diplomatica consolare, che andrá ripensata anche per far fronte alle nuove esigenze delle nostre comunitá ed imprese all’estero.

“Dovremo soprattutto scegliere i luoghi giusti per i nostri uffici – ha precisato il segretario generale- perché la nostra rete consolare è ancora figlia della vecchia emigrazione italiana. Un fenomeno che negli anni ha mutato pelle. I nostri cittadini all’estero sono ormai in una diversa tipologia ed hanno bisogno di nuovi servizi da erogarsi in luoghi diversi. Un altro aspetto della riforma del Mae – ha aggiunto Massolo – è quello di un forte investimento nell’informatizzazione sia dei servizi da fornire ai cittadini e alle imprese presso le sedi nel mondo, sia dei metodi di lavoro del ministero. Il che vuol dire non più grandi quantitá di carta, ma una costante tracciabilitá, nel nome della trasparenza, dei documenti telematici che si muovono sugli schermi”. Massolo ha inoltre spiegato che la riforma del Mae sará caratterizzata da un’ampia autonomia gestionale e finanziaria delle ambasciate e dei consolati che, dal primo gennaio 2011, avranno un loro bilancio in cui far confluire le risorse provenienti da Roma e quelle acquisite in loco attraverso attivitá remunerate e sponsorizzazioni che potranno essere poste in essere grazie ai contatti con il “sistema Paese” all’estero.

Il segretario generale ha poi parlato dell’ampliamento delle aree di attivitá dei diplomatici che nell’era della globalizzazione, oltre a continuare ad offrire i consueti spunti e opzioni sui temi di politica internazionale al proprio governo, dovranno occuparsi anche di competitivitá, attraverso la migliore promozione del sistema paese all’estero, delle forme di collaborazione con le nuove istituzioni europee, come il Sae che sul terreno potrebbe entrare in competizione con le diplomazie tradizionali dei vari paesi, e di una nuova e più efficiente gestione delle risorse a disposizione, che consenta anche di proporsi al sistema privato per la realizzazione di iniziative comuni.

“Io credo – ha aggiunto Massolo illustrando un altro obiettivo della Conferenza – che sará inoltre necessario far comprendere che conviene investire nella nuova Farnesina. Dovremo spiegarlo sia al mondo del privato, sia a quello del pubblico, facendo capire che, se si smette di considerare l’intero comparto statale alla stessa stregua e quindi passibile di tagli indifferenziati, si puó entrare nella logica dell’investimento mirato. Una forma di investimento da parte del Governo in cui il Mae si candida ad essere una delle prioritá ”.

“Nell’ambito della Conferenza – ha proseguito Massolo – noi lanciamo inoltre un segnale di allarme di tipo quantitativo e qualitativo per quanto riguarda la riduzione delle risorse del Mae che pongono preoccupazione. Quantitativo perché, se è vero che i tagli di bilancio consentono di riacquisire efficienza, è altrettanto vero che se questi sono spinti oltre un certo limite, bisogna necessariamente ridurre azioni e ambizioni. E noi siamo arrivati a questo punto. Per quanto concerne invece l’aspetto qualitativo delle modalitá di effettuazione dei tagli, noi proponiamo, a chi studia le misure di risparmio, di portare avanti un dialogo per vedere insieme come sia possibile ottenere il medesimo risparmio senza provocare danni agli apparati amministrativi”.

Il segretario generale ha infine spiegato come la drastica riduzione delle risorse rischi di avere delle serie conseguenze sia sulla retribuzione del personale, con evidenti ripercussioni per le funzionalitá di una carriera basata sul merito e il progressivo riconoscimento della professionalitá, sia sulla tenuta della rete all’estero che per funzionare necessita di una soglia minima di fondi.

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