Data odierna 19-11-2017

Lo chiedono al governo con un’interrogazione i deputati eletti all’estero del Pd Bucchino, Porta, Farina, Fedi, Garavini e Narducci. “Più risorse, nuovi criteri di sostegno...

Lo chiedono al governo con un’interrogazione i deputati eletti all’estero del Pd Bucchino, Porta, Farina, Fedi, Garavini e Narducci. “Più risorse, nuovi criteri di sostegno e controlli più efficaci per la stampa italiana all’estero. Questo è quanto abbiamo chiesto al governo con un’interrogazione firmata, oltre che da me, dai colleghi Porta, Farina, Fedi, Garavini e Narducci”. Gino Bucchino, deputato eletto nella ripartizione America settentrionale e centrale, spiega cosí l’iniziativa sulla situazione dei giornali in italiano che animano le comunitá di origine assunta in questi giorni dai deputati del Pd eletti all’estero.

Si tratta di un’interrogazione nella quale gli esponenti democratici chiedono al governo di “ancorare il sistema dei controlli più che al criterio della tiratura, spesso non veritiera, a quello della diffusione, come richiesto per altro dal Cgie e dalle risultanze del convegno che negli scorsi mesi si è tenuto a Montreal proprio sulla stampa italiana all’estero”. “Naturalmente, la condizione fondamentale per la creazione di un sistema di sostegno più realistico ed efficace è che vi siano le risorse necessarie per realizzarlo, – aggiunge Bucchino –  reintegrando subito le giá scarse dotazioni previste in Finanziaria, dimezzate di recente dal governo, anzi aumentandole”.

Per il deputato Pd “nessuno puó onestamente negare la funzione di coesione che la stampa italiana realizza nelle nostre comunitá e l’impegno di collegamento con l’Italia, soprattutto in una fase in cui quattro milioni di cittadini italiani sono chiamati a eleggere i propri rappresentanti in Parlamento”. “Nonostante la nuova serie di tagli contenuti nella manovra in discussione al Senato, non trascureremo questa ulteriore occasione per sottolineare di fronte alla maggioranza e al governo che l’informazione per gli italiani all’estero rappresenta uno strumento strategico – conclude Bucchino – che riguarda, prima ancora che le nostre comunitá, la stessa proiezione dell’Italia nel mondo”.

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