Data odierna 22-09-2017

La tremenda crisi finanziaria che colpisce alle fondamenta l’Euro sta imponendo a tutti i governi europei, Regno Unito compreso, l’adozione di misure di contenimento dei conti pubblici. L’Italia...

La tremenda crisi finanziaria che colpisce alle fondamenta l’Euro sta imponendo a tutti i governi europei, Regno Unito compreso, l’adozione di misure di contenimento dei conti pubblici. L’Italia sta facendo la sua parte con la manovra da 24 miliardi di Euro tendente a riportare il rapporto deficit PIL dal 5% di oggi al 2,7% del 2012. E’ di fatto un atto dovuto, non solo un segnale ai mercati finanziari, non solo il rispetto degli impegni presi dall’Italia in sede europea ma una correzione dei conti pubblici inevitabile se non si vuole far cadere l’Italia in un pesantissimo declino finanziario.

Nel merito delle misure fiscali, il provvedimento varato dal Governo rappresenta quasi il massimo un governo di centro destra avrebbe potuto fare. Intervenire senza aumentare imposte e tasse senza quindi contraddire il programma di Governo ha portato inevitabilmente a muoversi nell’area del contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

Innanzitutto il redditometro: efficace strumento di contrasto all’evasione, lasciato di fatto inattuato per tanti anni ha ripreso vigore già con la prima crisi finanziaria globale del 2008 ed è stato rafforzato da questa manovra. Da oggi Agenzie delle Entrate e Guardia di Finanza avranno armi più potenti per combattere l’evasione utilizzando il redditometro che si basa su un principio semplice: più spendi più devi avere redditi per spendere; se non dimostri di averli dichiarati scatta l’accertamento fiscale.

Il caso dello yacht sequestrato a Briatore è emblematico. Non si conosce la situazione di fatto né si può prevedere se e come Briatore sia in grado di difendersi. Tuttavia è apparso a tutti evidente, visto anche il risalto mediatico dato al caso e vista la popolarità del personaggio, come la GdF sia andata a colpire una situazione dove, in presenza della disponibilità di uno yacht (ma il discorso vale anche per le auto, gli aerei ed altri beni o attività indicativi di una elevata capacità di spesa), il contribuente deve dimostrare di avere dichiarato al fisco un reddito tale da giustificare lo yacht e gli altri beni posseduti.

Peraltro nel caso dello yacht di Briatore sarebbe stato anche contestato il reato di contrabbando derivante dalla presunta evasione dell’IVA in Italia essendo lo yacht, fatta salva la prova contraria, fittizziamente intestato a società residente in un paradiso fiscale.

Rafforzare il redditometro è quindi senz’altro una misura che va nella giusta direzione. Si consideri infatti come in Italia esista da sempre un’enorme discrepanza tra beni cosiddetti di lusso e redditi dichiarati: è prassi e non eccezione la situazione di contribuenti italiani che a fronte di redditi dichiarati nulli o risibili posseggano auto o altri beni di lusso.

La tassazione più alta introdotta per le stock option dei manager nel settore finanziario forse più che generare consistenti gettiti di imposte per lo Stato ha l’obiettivo di penalizzare sistemi retributivi giudicati eccessivamente premianti rispetto a normali parametri di mercato. Appare evidente come il Governo tassando di più le stock option abbia voluto dare un segnale agli altri partner europei Germania, Francia e UK, molto sensibili al tema della tassazione dei compensi ai manager del settore finanziario.

L’accertamento degli immobili fantasma, da alcuni definitivo un condono edilizio camuffato, in realtà risponde all’inderogabile necessità di accertare catastalmente il consistente numero di immobili ancora sconosciuto al fisco e quindi fonte di evasione fiscale.

Infine il provvedimento sulla tracciabilità dei pagamenti già introdotto dal Governo Prodi, modificato da quello Berlusconi che rialzò a 12.500 Euro il limite legale dei pagamenti in contanti, riportato dal questo Governo a 5.000 euro. In questo caso il Governo ha dimostrato che andare contro i propri convincimenti e contraddicendo precedenti provvedimenti è non solo fattibile ma anche attuabile quando lo scenario della peggiore crisi finanziaria degli ultimi 70 anni impone decisioni convincenti. E certamente limitare l’uso del contante è una decisione convincente in un paese come l’Italia dove l’uso del contante, spesso veicolo usato per evadere le imposte, assume dimensioni molto superiori a quelle degli altri paesi industrializzati.

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