Data odierna 20-09-2017

“Valutiamo di non partecipare alle prime sedute del Parlamento perché quello che sta accadendo è contro i principi della democrazia e delle Istituzioni repubblicane che il Pdl ha sempre rispettato”....

Pdl pensa di disertare prime sedute Parlamento per protesta contro la magistratura

“Valutiamo di non partecipare alle prime sedute del Parlamento perché quello che sta accadendo è contro i principi della democrazia e delle Istituzioni repubblicane che il Pdl ha sempre rispettato”. Lo ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano durante la riunione dei parlamentari del partito svoltasi stamani a Milano, chiedendo ai presenti una riflessione sulla possibilità che questa scelta venga riferita domani anche al presidente della Repubblica. Proposta, quella di un “Aventino” di centrodestra (il riferimento è al 1924, quando dopo il delitto Matteotti i parlamentari antifascisti decisero di astenersi dai lavori parlamentari, riunendosi separatamente), accolta con un applauso, anche se alcuni “big” come l’ex ministro Maurizio Sacconi si sono dissociati. “Sono contrario ad abbandonare il Parlamento – ha scritto su Twitter – perché lì si difende la democrazia”.

I parlamentari Pdl, circa 150 secondo fonti del partito, hanno raggiunto in corteo il Palazzo di Giustizia, sono entrati e si sono fermati simbolicamente davanti l’aula dove si svolge il processo Ruby, al primo piano. In una conferenza stampa improvvisata, Alfano ha affermato: “Noi abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo, è il Presidente della Repubblica e del Csm. A Napolitano affidiamo la nostra preoccupazione per questa emergenza democratica”.

“Abbiamo grande rispetto per il presidente della Repubblica – ha aggiunto il segretario del Pdl – e siamo dispiaciuti perché non volevamo esser qui, poi la situazione si è aggravata viste le notizie di stamani”.
Alfano ha fatto riferimento a tre fatti “scandalosi”: il mancato riconoscimento del legittimo impedimento per Ghedini e Longo impegnati nella riunione dei gruppi parlamentari, la visita fiscale per Berlusconi e la richiesta di giudizio immediato da parte della procura di Napoli per l’ex premier, nonostante questi avesse dato la “propria disponibilità a presentarsi dal 15 marzo in poi in qualsiasi momento”.

Dopo aver parlato con i giornalisti, Alfano ha lasciato il Palazzo di Giustizia intorno alle 14,40 per recarsi all’ospedale San Raffaele in visita a Berlusconi. Da poco è terminata la visita fiscale ordinata dai giudici di Milano per stabilire se la patologia di cui soffre il leader del Pdl costituisca un legittimo impedimento assoluto e dunque il processo sul caso Ruby debba essere rinviato. I tre esperti incaricati dalle toghe hanno eseguito la visita medica e ora invieranno la loro relazione via fax, in base alla quale i giudici stabiliranno se sospendere l’udienza di oggi oppure iniziare la requisitoria.

In precedenza, lo stesso segretario politico del Pdl aveva offerto la seguente analisi della situazione processuale di Silvio Berlusconi: “Stanno tentando di eliminarlo per via giudiziaria. E’ uno scandalo ed io sono personalmente scandalizzato per le questioni giudiziarie”, aveva detto in precedenza Alfano. A gennaio, ha sottolineato ancora, tutti pronosticavano la fine politica di Berlusconi. “Ora l’accelerazione giudiziaria vuole portare a termine la cosa. Volevano eliminarci. Non ce l’hanno fatta con le elezioni e ora vogliono eliminare il nostro leader per via giudiziaria. Vogliono riscrivere per via giudiziaria 20 anni di storia. Si illude chi pensa di salvarsi da solo da questa ignominia”, ha detto ancora il segretario del Pdl prima di recarsi “in corteo” con un folto gruppo di esponenti del Pdl davanti al tribunale di Milano per una polemica conferenza stampa.

Finita la tregua fissata in campagna elettorale, i problemi giudiziari dell’ex premier sono tornati tutti insieme, finendo per creare un vero e proprio ingorgo che sta obbligando il Cavaliere ad una dura battaglia su numerosi fronti. Dopo la condanna subita a conclusione del processo sulle intercettazioni relative al caso Unipol, a mettere sotto pressione Berlusconi sono il procedimento d’appello per i diritti tv Mediaset e quello di primo grado sul caso Ruby. A esacerbare i toni, anche l’esito della visita fiscale che ha escluso l’impossibilità del leader del Pdl a presenziare le udienze in tribunale per ragioni di salute. Valutazione alla quale l’imputato ha risposto decidendo di rimanere comunque ricoverato in ospedale, facendo scattare una inevitabile seconda visita di controllo. Ma a queste vecchie ferite aperte tra Berlusconi e le toghe se n’è aggiunta in questi giorni una nuova e gravissima, con l’apertura dell’inchiesta napoletana sulla compravendita dei voti culminata oggi con la probabile richiesta di processo immediato per l’ex premier.

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