Data odierna 23-09-2017

“Se in Parlamento arrivasse una richiesta di arresto per Silvio Berlusconi e gli atti fossero corretti e fondati, il Pd non avrebbe alcuna preclusione a dire sì. Noi rispettiamo il lavoro dei magistrati”....

Pd e ipotesi arresto Berlusconi: “Sì, se atti fondati”

“Se in Parlamento arrivasse una richiesta di arresto per Silvio Berlusconi e gli atti fossero corretti e fondati, il Pd non avrebbe alcuna preclusione a dire sì. Noi rispettiamo il lavoro dei magistrati”. Così Maurizio Migliavacca, democratico fedelissimo di Pier Luigi Bersani, in un’intervista a Sky Tg24, ha risposto ad una domanda sulle questioni giudiziarie che riguardano il Cavaliere.

Parole che hanno suscitato la reazione del Pdl. “Dopo le sagge parole pronunciate da
Napolitano ieri, dal Pd arrivano reazioni deliranti. Si oscilla tra annunci di voto favorevole ad un arresto di Berlusconi che nessuno ha chiesto, quasi che lo si sollecitasse, e una minaccia di voto sulla ineleggibilità di Berlusconi. Si tratta di una condotta irresponsabile che non è tollerabile e che rischia di creare una autentica deriva democratica. La nostra reazione sarà durissima di fronte a comportamenti del Pd che ignorano le parole ed il ruolo di Napolitano”, dichiara il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.

A introdurre l’argomento, tabu sino a qualche tempo fa e divenuto di clamorosa attualità con gli scottanti sviluppi dell’inchiesta napoletana sulla compravendita dei voti in Senato per far cadere il secondo governo Prodi, era stato lunedì scorso il Movimento 5 Stelle. “Mi prende in giro? E’ una domanda retorica, la
risposta è sì. Ovviamente”, aveva replicato il capogruppo in pectore a Palazzo Madama Vito Crimi a chi chiedeva se il M5S avrebbe votato per una autorizzazione a procedere nei confronti di Silvio Berlusconi.

“Voteremmo anche per l’ineleggibilità di Berlusconi – rincarava Crimi – perché è concessionario di servizio pubblico, se saremo in Giunta per le elezioni. Ci aspettiamo, comunque, che altri votino per l’ineleggibilità. Poi sia Berlusconi a fare ricorso”.

Il Cavaliere continua però a sentirsi perseguitato dalle toghe, come ribadisce anche in un’intrevista concessa a Panorama. “Ho un serio problema agli occhi. Il mio stato potrà anche suscitare l’ironia di qualche pubblico ministero, gli farà magari chiedere, e magari ottenere, una ridicola “visita fiscale”. Ma a me non impedisce di vedere bene nel mio futuro: io so che a Milano non ho mai avuto giustizia. Anche per vedere riconosciuta la mia innocenza nei tre attuali processi è probabile che dovrò attendere sino alla Cassazione ma non posso desistere”, sostiene Berlusconi.

“Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele – continua il leader del Pdl – da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: ‘Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto’…”.

Poi l’affondo più duro: “I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile”. “Corre voce – sostiene ancora Berlusconi – che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una ‘operazione Craxi 2′. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica. Sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra”.

Intanto, dopo il richiamo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sullo scontro tra Pdl e magistratura interviene oggi il vicepresidente del Csm Michele Vietti. Il Consiglio superiore della magistratura, spiega, “riafferma il proprio ruolo di garante della autonomia e dell’indipendenza della magistratura”. Vietti, che ieri è stato ricevuto dal capo dello Stato al Quirinale, ricorda che Napolitano “ha rivolto un appello, che faccio mio, al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano”. “Accogliendo per senso di responsabilità l’invito del suo presidente, evita qualsiasi commento sulle gravi vicende accadute”, aggiunge il vicepresidente del Csm.

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