Data odierna 22-09-2017

Nella seduta di ieri, 3 novembre, la Commissione Affari Esteri del Senato ha esaminato in sede consultiva lo schema di decreto legislativo sull’”Ordinamento e funzioni degli Uffici consolari”...

Nella seduta di ieri, 3 novembre, la Commissione Affari Esteri del Senato ha esaminato in sede consultiva lo schema di decreto legislativo sull’”Ordinamento e funzioni degli Uffici consolari” alla presenza del sottosegretario agli esteri Stefania Craxi.
Relatore del provvedimento, il senatore Caligiuri ha spiegato che il decreto “disciplina le funzioni espletate dagli uffici consolari d’Italia e si estende dallo stato civile all’immigrazione, dalla navigazione alla volontaria giurisdizione, dalle funzioni notarili a quelle elettorali. Esso ha lo scopo di fornire un punto di riferimento normativo per gli operatori del settore, per i cittadini e gli utenti in genere”.
Richiamati i riferimenti normativi, Caligiuri ha spiegato ai colleghi che compito della Commissione è quello di “rendere le proprie osservazioni rispetto alla Commissione parlamentare per la semplificazione, competente in sede di merito”.
“L’intero provvedimento – ha illustrato – consta di norme di semplificazione e razionalizzazione delle disposizioni esistenti in materia di funzioni consolari, con gli aggiornamenti richiesti dalle modifiche legislative intervenute dall’emanazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 200 del 1967. In linea con gli obiettivi di finanza pubblica diretti alla razionalizzazione delle risorse come indicato nella legge finanziaria 2007, si è operato per raggiungere i necessari risparmi di spesa”.
Nel dibattito, il senatore del Pd eletto all’estero Claudio Micheloni ha sostenuto che “l’esame del decreto può essere un’utile occasione per richiamare l’attenzione su alcune tematiche di rilievo”, sottolineando in particolare l’opportunità di “introdurre disposizioni volte a chiarire il ruolo e le funzioni dei corrispondenti consolari, la cui nomina ha peraltro subito un incremento di pari passo con la ristrutturazione della rete diplomatica e consolare”.
Per Micheloni, un ulteriore profilo “meritevole di attenzione” sarebbe quello “della formazione e tenuta degli schedari ed elenchi dei cittadini italiani all’estero” indispensabili per “individuare i destinatari dei plichi elettorali in occasione delle votazioni. Si riscontra in Paesi come la Germania una notevole quota di materiale non consegnato poiché indirizzato a cittadine identificate dal loro cognome da nubile e non anche quello del coniuge. In tale ipotesi, sarebbe sufficiente prevedere l’invio dei plichi con la menzione di entrambi i cognomi. Un’ulteriore osservazione potrebbe essere riferita ai rapporti tra i consolati e i Comitati degli italiani all’estero, prevedendone compiti e strumenti di raccordo”.
Il presidente della commissione Dini, così come il sottosegretario Craxi, hanno però ricordato al senatore che l’obiettivo del decreto è quello di “riordinare le funzioni già previste e svolte”.
D’accordo con Micheloni sui corrispondenti consolari si è detto il senatore Bettamio (Pdl) secondo cui sarebbe “utile una ricognizione della prassi circa i nominativi e i cognomi inseriti negli elenchi consolari. Ritengo che una regolazione dei rapporti tra Consolati e Comites dovrebbe essere forse prevista in un diverso strumento rispetto allo schema di decreto in esame”.
La corretta tenuta degli elenchi consolari con l’indicazione del doppio cognome per le donne sposate, ha ribadito Micheloni, “riveste una particolare delicatezza ed urgenza, occorrendo evitare che il materiale elettorale non venga consegnato in occasione delle prossime consultazioni”.
Anche la senatrice Marinaro ha ribadito “l’esigenza segnalata dal senatore Micheloni di garantire pienamente il diritto di voto alle donne italiane all’estero”.
Verificata la presenza del numero legale, la Commissione ha dato mandato a Caligiuri di redigere osservazioni favorevoli al decreto con i rilievi emersi nel dibattito.

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