Data odierna 20-09-2017

Il Commissario europeo per la fiscalità e l’unione doganale Algirdas Semeta ha reso noto, oggi da Bruxelles, che i due accordi fiscali tra la Svizzera da una parte e la Germania e il Regno Unito...

Ok dell’UE agli accordi fiscali della Svizzera con Germania e Regno Unito / Narducci: L’italia avvii subito il negoziato fiscale

Il Commissario europeo per la fiscalità e l’unione doganale Algirdas Semeta ha reso noto, oggi da Bruxelles, che i due accordi fiscali tra la Svizzera da una parte e la Germania e il Regno Unito dall’altra sono conformi alle normative giuridiche dell’UE.

Da tempo sostenitore della necessità di un accordo fiscale con la Svizzera anche da parte dell’Italia, il deputato Pd Franco Narducci ha dichiarato che “la decisione adottata oggi dalla Commissione europea di ritenere validi gli accordi negoziati dalla Svizzera con la Germania e con il Regno Unito, in ordine ai capitali depositati nella Confederazione anonimamente dai cittadini dei predetti Paesi, rappresenta sicuramente un passo avanti per dare soluzione a questa problematica che da mesi è al centro di un serrato dibattito”.

Rivolgendosi al Governo, Narducci ha sottolineato che di quanto accaduto oggi “deve prendere atto anche il Governo italiano, che da tempo respinge ogni ipotesi di negoziato con la Svizzera, compreso il negoziato sulla Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali, basata sul modello OCSE, che il Governo elvetico ha già stipulato con una quarantina di nazioni e che, per quanto ci riguarda, è fondamentale per i nostri lavoratori frontalieri”.

Narducci si dice quindi “convinto” che “il nostro Paese deve rafforzare, come per altro sta facendo, la lotta all’evasione fiscale, una piaga che il Presidente della Repubblica ha aspramente condannato anche in questi giorni. Ma per fare questo bisogna porre in essere una lotta all’evasione in grado di dare risultati concreti; cosa che è possibile soltanto in un quadro di regole e accordi adeguati, come ha compreso la Germania e come sta dimostrando di voler fare la Svizzera che – conclude – da un paio di anni ha cambiato radicalmente strategia per non essere nel calderone dei paradisi fiscali”.

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