Data odierna 19-08-2017

Oggi la Commissione europea ha proposto orientamenti per consentire ai tirocinanti di acquisire un’esperienza professionale di qualità, in condizioni eque e di sicurezza, e di aumentare le loro...

Occupazione giovanile: Un quadro Europeo per la qualità dei tirocini

Oggi la Commissione europea ha proposto orientamenti per consentire ai tirocinanti di acquisire un’esperienza professionale di qualità, in condizioni eque e di sicurezza, e di aumentare le loro possibilità di trovare un posto di lavoro di qualità.
In particolare, la proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro di qualità per i tirocini inviterebbe gli Stati membri a garantire che l’ordinamento giuridico o la pratica nazionale rispetti i principi stabiliti negli orientamenti e ad adeguare la loro legislazione, se necessario. I tirocini sono un elemento chiave della cosiddetta garanzia per i giovani proposta dalla Commissione europea nel dicembre 2012 e adottata dal Consiglio dei ministri dell’UE nell’aprile 2013.
Attualmente, secondo una recente indagine Eurobarometro, un tirocinio su tre è di qualità scadente sul piano delle condizioni di lavoro o dei contenuti di apprendimento. Molti di questi tirocini di qualità scadente sono utilizzati dai datori di lavoro per coprire carenze in cosiddetti posti di lavoro entry level (“livello di base”).
“I tirocini sono essenziali per migliorare l’occupabilità dei giovani e per assicurare un agile passaggio dalla scuola al mondo del lavoro. È inaccettabile che oggi alcuni tirocinanti siano sfruttati lavorando gratuitamente o a basso costo. Gli Stati membri devono garantire che i tirocinanti fruiscano di una formazione e di un’esperienza preziose per trovare un’occupazione. Gli orientamenti proposti consentirebbero ai tirocinanti di acquisire un’esperienza professionale di alta qualità in buone condizioni di lavoro”, ha dichiarato László Andor, Commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione.
Gli orientamenti aumenterebbero la trasparenza sulle condizioni del tirocinio, prevedendo per esempio l’obbligatorietà di un contratto scritto di tirocinio. Il contratto dovrebbe vertere sui contenuti di apprendimento (obiettivi didattici, supervisione) e sulle condizioni di lavoro (durata limitata, orario di lavoro, chiara indicazione della corresponsione o meno di una retribuzione o di altra indennità ai tirocinanti ed eventuale copertura sociale). I soggetti promotori dei tirocini sarebbero infatti tenuti ad indicare nell’avviso di posto vacante se il tirocinio è remunerato.
Grazie alla definizione di norme comuni di qualità per i tirocini, l’adozione del quadro di qualità per i tirocini promuoverebbe l’attuazione dei sistemi di garanzia per i giovani da parte degli Stati membri. Ciò favorirebbe anche lo sviluppo di tirocini transnazionali e contribuirebbe ad estendere EURES ai tirocini, secondo quanto richiesto dal Consiglio europeo nelle conclusioni del giugno 2012.
Il quadro proposto non riguarda i tirocini che formano parte integrante di un diploma universitario o che sono obbligatori per accedere a una data professione.
La garanzia per i giovani intende assicurare a tutti i giovani di età inferiore a 25 anni un’offerta qualitativamente valida di lavoro, il proseguimento degli studi, l’apprendistato o il tirocinio entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale. La garanzia per i giovani è una delle più importanti e urgenti riforme strutturali che gli Stati membri devono introdurre per combattere la disoccupazione giovanile e migliorare il passaggio dalla scuola al mondo lavoro. L’offerta di tirocini di qualità è essenziale per l’efficace attuazione di tale iniziativa.
Negli ultimi due decenni i tirocini sono diventati un’importante porta di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani. Per quanto rappresentino sempre più una caratteristica standard dei nostri mercati del lavoro, la loro diffusione è stata tuttavia accompagnata da crescenti preoccupazioni in merito ai contenuti dell’apprendimento e alle condizioni di lavoro. Per facilitare realmente l’accesso al lavoro, i tirocini devono offrire contenuti di apprendimento di qualità e condizioni di lavoro adeguate e non devono costituire un’alternativa economica a posti di lavoro regolari.
Una recente indagine Eurobarometro sulla qualità dei tirocini rivela che essi sono estremamente diffusi: circa la metà dei rispondenti (46%) ha effettuato un tirocinio, molti di questi anche più di uno. Mentre in Italia meno di un terzo (31%) dei rispondenti ha effettuato un tirocinio, la percentuale più alta si riscontra a Cipro e nei Paesi Bassi (entrambi 79%) e la più bassa in Lituania e in Slovacchia (8%). L’indagine indica inoltre che il 35% dei soggetti promotori di tirocini non fornisce un contratto scritto di tirocinio (percentuale che raggiunge addirittura il 43% per l’Italia) e che al 23% dei tirocinanti (al 27% in Italia) viene offerto il rinnovo del tirocinio alla conclusione dello stesso, anziché una vera e propria assunzione. Il 59% dei tirocinanti europei non hanno ricevuto alcun tipo di compenso (il 69% in Italia). L’indagine evidenzia inoltre che solamente il 9% dei tirocini è effettuato all’estero. Tale dato è ancora inferiore per i giovani italiani, tra i quali appena il 5% ha effettuato un tirocinio all’estero.
Tra i giovani italiani che non hanno compiuto esperienze di questo tipo all’estero, ben il 53% dichiara di non essere interessato, il 23% di non possedere adeguati mezzi economici, il 14% di non avere le conoscenze linguistiche necessarie e solo l’8% di non essere sufficientemente informato. Il 79% dei giovani europei che hanno fatto un tirocinio fuori dal proprio paese afferma che ciò è servito per migliorare le proprie conoscenze linguistiche e il 69% che tale esperienza lo ha fatto prendere in considerazione la possibilità di trasferirsi all’estero. (aise)

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