Data odierna 23-10-2017

Deputato del Pd eletto all’estero, Gino Bucchino ha presentato una nuova proposta di legge – Modifica del comma 2 dell’articolo 13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412 per risolvere alla fonte...

Deputato del Pd eletto all’estero, Gino Bucchino ha presentato una nuova proposta di legge – Modifica del comma 2 dell’articolo 13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412 per risolvere alla fonte il problema degli indebiti pensionistici obbligando l’Inps ad effettuare le rilevazioni dei redditi dei pensionati italiani all’estero ogni anno.
Il testo si aggiunge agli altri già depositati dalla ripresa dell’attività parlamentare – esclusione dei residenti all’estero dall’innalzamento dell’età pensionabile, contro l’espropriazione forzata delle case possedute in Italia, in materia di garanzia del trattamento minimo (proposte che si sono associate a quelle sulla sanatoria degli indebiti pensionistici, all’esclusione dall’ICI e dalla Tarsu, al riacquisto della cittadinanza) – alcune delle quale già calendarizzate. Di nessuna, però, è iniziato l’esame in commissione.
Ora Bucchino prova di nuovo a sensibilizzare Parlamento e Governo su questioni e problemi concreti e urgenti.
“Come è noto – spiega nella presentazione del testo – l’ordinamento pensionistico italiano prevede la concessione sia di prestazioni a carattere assistenziale sia di benefici economici sui trattamenti pensionistici il cui riconoscimento è subordinato all’importo dei redditi del titolare della prestazione, del coniuge e, in alcuni casi, anche dei figli. L’articolo 13 della legge n. 412 del 1991 dispone che l’Inps debba effettuare la verifica annuale delle situazioni reddituali dei pensionati. Tale norma tuttavia non specifica esplicitamente che le rilevazioni annuali debbano essere effettuate anche all’estero”.
La proposta di legge del parlamentare eletto nella ripartizione Nord e Centro America prevede che sia introdotta la “sistematizzazione della cadenza annuale anche per i pensionati italiani residenti all’estero ai fini dell’erogazione delle prestazioni pensionistiche legate ai limiti di reddito”.
Tale intervento, si sottolinea, “eliminerebbe così alla fonte le cause che provocano l’insorgere delle situazioni debitorie che da anni stanno affliggendo i nostri connazionali residenti all’estero. Di norma si tratta infatti di indebiti che si sono costituiti a causa dei ritardi con cui l’Istituto ha acquisito le informazioni reddituali dei pensionati residenti all’estero e ha effettuato la ricostituzione delle prestazioni legate al reddito (trattamento minimo, maggiorazioni sociali, prestazioni familiari). I ritardi dell’INPS sono appunto la conseguenza della farraginosità e della sporadicità con cui vengono effettuati gli accertamenti reddituali dei pensionati residenti all’estero che fino a quest’anno non hanno mai avuto una cadenza annuale”, osserva Bucchina che ricorda come “l’ultima rilevazione cumulativa per gli anni 2006, 2007 e 2008 è stata elaborata proprio nel 2010″ senza contare “il complicato iter procedurale che queste rilevazioni comportano”.
“Gli importi da restituire – continua il deputato – variano da poche centinaia a migliaia di euro: l’impatto economico, umano e psicologico sui pensionati residenti all’estero i quali ricevono le lettere di recupero da parte dell’INPS è devastante, considerate non solo le precarie condizioni economiche degli interessati (aventi diritto a prestazioni legate al basso reddito) ma soprattutto la loro totale buona fede che normalmente esclude la presenza di dolo. Nelle precedenti e nella attuale legislatura sono state presentate proposte di legge di sanatoria degli indebiti pensionistici dei residenti all’estero, ma finora senza esito”.
Con questa nuova proposta di legge, quindi, Bucchino da una parte intende “equiparare i pensionati residenti in Italia ai pensionati residenti all’estero in materia di frequenza delle rilevazioni reddituali” e dall’altra mira a “eliminare alla fonte l’annoso problema della costituzione degli indebiti a carico dei pensionati residenti all’estero”.

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