Data odierna 22-09-2017

Aperte e concluse le rapidissime consultazioni volute dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Come vuole la prassi, il primo impegno della mattinata del presidente Napolitano è stato quello...

Nuovo Governo / Verso le larghe intese: PD, PDL e Scelta Civica si rimettono alle scelte del Presidente Napolitano

Aperte e concluse le rapidissime consultazioni volute dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Come vuole la prassi, il primo impegno della mattinata del presidente Napolitano è stato quello di ricevere i presidenti delle due Camere, Grasso (Senato) e Boldrini (Camera). Entrambi, uscendo dallo studio del capo dello stato, non si sono fermati con i giornalisti.

Subito dopo, a salire al Quirinale sono stati i rappresentanti delle diverse forze politiche, a partire dai gruppi misti e dalle autonomie, seguiti dalla delegazione di Fratelli d’Italia e da quella del Sel. Per Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha escluso la partecipazione a governi PD-PDL, pur lasciando uno spiraglio in caso di incarico a Matteo Renzi. Vendola ha detto no a “qualsiasi esecutivo abbia un blocco berlusconiano al suo interno”.Precisando che nemmeno con Matteo Renzi, SEL potrà accettare il Pdl nel governo.

Nel pomeriggio i primi ad incontrare Napolitano sono stati i rappresentanti della Lega. Dopo l’incontro Roberto Maroni ha fatto sapere che la Lega è all’opposizione ma auspica “che nasca un governo a guida politica, che solo può dare risposte alle emergenze del Paese”, al quale, precisa, “non siamo interessati a partecipare”. Dopo la Lega sono stati ricevuti i rappresentanti di Scelta Civica. “Siamo per un governo stabile, con elementi di novità» che sia in grado di “fare quelle riforme chieste dal capo dello Stato” ha dichiarato il coordinatore nazionale Andrea Olivero, uscendo dallo studio di Napolitano. Dopo le incertezze della mattinata, al Quirinale sono arrivati anche i rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

“Siamo l’unica opposizione in questo Paese” ha dichiarato la capogruppo della Camera, Roberta Lombardi, aggiungendo che i grillini non saranno contrari per principio ai provvedimenti che il governo varerà: “valuteremo caso per caso”. Lombardi ha, infine, sottolineato che Napolitano ha riconosciuto che non è l’M5S “la vera emergenza del Paese”.

Dopo l’incontro di Napolitano con la delegazione del PDL, lo stesso Berlusconi ha rilasciato una schematica dichiarazione: “aspettiamo che il presidente decida a chi affidare l’incarico e daremo il sostegno al candidato che sarà in campo”. “Abbiamo confermato” ha aggiunto “la necessità che ha il paese di un governo forte che possa prendere provvedimenti importanti e che non sia un governo di passaggio, ma duraturo e fondato su un accordo tra le forze democratiche in campo”.

Infine, molto attesa, la consultazione con la delegazione del PD, guidata dal Vice Segretario Enrico Letta. Poco prima, la direzione del Pd, a larghissima maggioranza, aveva approvato l’ordine del giorno che affidava il mandato di rappresentare il Partito alle consultazioni in svolgimento al Quirinale per la formazione del prossimo esecutivo ai capigruppo di Camera e Senato, Roberto Speranza e Luigi Zanda e al vicesegretario Enrico Letta. Chiarissimo il mandato politico: “assicurare pieno sostegno al tentativo del Presidente della Repubblica di giungere alla formazione del governo, raccogliendo la sollecitazione ai partiti a esercitare la loro responsabilità, secondo le linee illustrate nel discorso di insediamento al Parlamento, e mettendo a disposizione la propria forza politica e le personalità utili a questo fine”.

Uscendo dallo studio del Capo dello Stato, il vice segretario del PD Letta ha confermato di aver illustrato al Presidente le posizione espresse dalla direzione del suo partito ed ha aggiunto di aver in particolare sottolineato i due punti essenziali che formano le scenario entro il quale i PD ha dato la sua disponibilità. Il primo di questi punti, di carattere economico-sociale, contempla, ha detto Letta, le emergenze economiche e sociali del paese : il lavoro, la disoccupazione, i giovani, le famiglie, le imprese e la volontà di muoversi, in quella sede, per far cambiare linea all’Unione Europea; il secondo punto, di carattere politico-istituzionale, comprende l’esigenza non rinviabile di una riforma della politica che rappresenta la strada maestra per la quale arrivare alla riduzione dei parlamentari, all’abolizione delle province, alla riforma elettorale.

Subito dopo, lo stesso Capo dello Stato ha annunciato ai giornalisti che conferirà l’incarico di formare il governo nella giornata di domani.

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