Data odierna 25-09-2017

Nella grave e perdurante situazione di crisi che colpisce migliaia di famiglie del nostro territorio, non va sottovalutata la condizione dei lavoratori frontalieri , riguardante oltre 6.000 lavoratori ...

Nella grave e perdurante situazione di crisi che colpisce migliaia di famiglie del nostro territorio, non va sottovalutata la condizione dei lavoratori frontalieri , riguardante oltre 6.000 lavoratori  per la maggior parte emiliano- romagnoli,  occupati nelle imprese sammarinesi. Molti di loro sono stati espulsi dalle aziende già nella prima fase della crisi, negando loro una stabilizzazione attesa da anni. Altri si trovano già da mesi in percorsi di cassa integrazione, o di mobilità, che presto termineranno lasciandoli disoccupati, senza prospettiva a San Marino, e senza riconoscimento in Italia del loro effettivo status di disoccupazione derivante dalla crisi .

Per questa ragione, si sollecita un intervento in deroga rispetto alla normativa nazionale, per favorire politiche attive equiparando questi lavoratori disoccupati (molto spesso qualificati o specializzati) a coloro che hanno perso il lavoro in Italia, attraverso l’iscrizione alle liste di mobilità ai sensi della L.236/93. In questo modo le imprese italiane potrebbero beneficiare degli stessi incentivi, in caso di assunzione di disoccupati ex frontalieri.

Un ulteriore peggioramento della condizione dei frontalieri, deriva dall’approvazione a San Marino di una norma che crea un sistema doppio di imposizione fiscale, discriminante per i lavoratori non residenti, che si vedranno aumentare sensibilmente le tasse trattenute in busta paga, senza possibilità di detrazione.

Questo crea un’ingiusta  e inaccettabile disparità tra lavoratori, che va denunciata con forza, così come va  superata  l’insufficienza e l’indeguatezza della norma italiana inserita nella Finanziaria 2010, che riconosce soltanto una franchigia di € 8.000, e che  scadrà al 31/12/2011.

Segreterie Provinciali Rimini

CGIL – CISL – UIL

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