Data odierna 22-09-2018

La Svizzera non intende chiedere in contropartita all’Italia, per il mancato rispetto da parte di quest’ultima degli accordi di Dublino – specie per ciò che riguarda la registrazione...

Non chiederemo lo stralcio delle imprese dalla black list

La Svizzera non intende chiedere in contropartita all’Italia, per il mancato rispetto da parte di quest’ultima degli accordi di Dublino – specie per ciò che riguarda la registrazione degli immigrati – lo stralcio delle imprese elvetiche dalla lista nera, o la conclusione di un accordo fiscale. Lo scrive il Consiglio federale in risposta ad un’interpellanza del consigliere nazionale Peter Keller (UDC/NW) in cui si sottolinea che l’accordo di Dublino, per quanto messo a dura prova, risponde agli interessi della Svizzera.

Nella sua risposta, il Governo ammette – come d’altronde già dichiarato dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga – che la cooperazione con Roma in merito al funzionamento dell’accordo di Dublino presenta dei problemi.

La Svizzera non è il solo paese che si è lamentato con l’Italia e con le istanze dell’Unione europea sulla mancata applicazione dell’accordo di Dublino da parte dell’Italia, specie per quanto attiene alla registrazione degli immigrati.

Il Governo fa tuttavia notare la situazione “molto difficile” cui deve far fronte il Belpaese: dall’inizio di quest’anno, 134 mila persone sono sbarcate in Italia: non solo molti immigrati rifiutano di farsi prendere le impronte digitali, ma le autorità locali non possono nemmeno obbligarli poiché non dispongono “di mezzi giuridici per imporre il prelievo…”.

Vista la situazione, il Consiglio federale si è detto disposto ad aiutare l’Italia in questo frangente. Sebbene il sistema di Dublino sia messo alla prova, la Svizzera ha infatti tutto l’interesse a partecipare e ad impegnarsi per miglioralo, si legge nella risposta. Dopotutto, sottolinea l’esecutivo, nei primi nove mesi la Svizzera ha potuto rinviare verso altri Stati di Dublino 1990 persone, riprendendone 719.

Per quanto attiene ai dati riguardanti l’Italia, nel periodo in rassegna Berna ha inoltrato 7784 richieste di trasferimento a Roma, di cui 2195 sono state accolte. Le persone effettivamente rinviate sono state 1032.

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