Data odierna 23-09-2017

“Mi è venuto il sospetto che non ci sia nulla di personale nei i tagli feroci ai capitoli degli italiani nel mondo, ma che ci sia un disegno ben preciso, per quanto incomprensibile, per eliminare...

“Mi è venuto il sospetto che non ci sia nulla di personale nei i tagli feroci ai capitoli degli italiani nel mondo, ma che ci sia un disegno ben preciso, per quanto incomprensibile, per eliminare ogni traccia di Italia nel mondo. Si stanno progressivamente, e rapidamente, tagliando i legami con i quasi 5 milioni di connazionali e quasi 70 milioni di oriundi sparsi per ogni dove quasi ad evitare il rischio che possano essere di valido ausilio di quel Sistema Italia che evidentemente non si vuole assolutamente esportare”. Queste le riflessioni che Gian Luigi Ferretti affida alle pagine del quotidiano che dirige, “L’Italiano”.
“Vogliamo parlare della promozione delle nostre esportazioni all’estero? Leggiamo quanto osserva Dario Di Vico nel suo editoriale sul “Corriere della Sera” di oggi: è chiaro che l’export resta la carta più importante che possiamo giocarci per uscire dalla crisi, per entrare nei mercati emergenti, quelli che promettono di crescere di più. Ma nell’agenda politica di questa priorità non v’è traccia. Nei giorni scorsi il ministro Giulio Tremonti ha definito “folkloristiche” le nostre strutture di promozione all’estero. È da maleducati chiedere ai partiti della maggioranza di sospendere per un momento la compravendita di deputati e/o senatori e decidere cosa vogliamo fare dell’Ice e delle sue sette sorelle? O aspettiamo che tutti, proprio tutti, i nostri concorrenti abbiano nel frattempo conquistato le loro brave quote di mercato in India, Cina, Brasile e Sudafrica?
Vogliamo parlare della promozione della lingua e cultura italiana?
La Società Dante Alighieri ha 423 comitati in tutto il mondo, dall’Argentina fino all’estremo oriente della Russia, che organizzano migliaia di corsi di lingua italiana frequentati da circa 200 mila persone e questo lo fa soprattutto attraverso il volontariato e i corsi a pagamento. Ebbene ora rischia di chiudere dopo 121 anni di gloriosa e prestigiosa attività. Infatti, per risparmiare 648 mila euro la forbice del ministero del Tesoro si è accanita sull’ente fondato nel 1889 da Giusuè Carducci. Praticamente il colpo di grazia, e proprio mentre l’Italia si appresta a celebrare i 150 anni dall’Unità. Perché se il British Council ha a disposizione 220 milioni di euro, il Goethe Institute 218, lo spagnolo Cervantes 90, il portoghese Comoes 13 e Alliance Fracaise 10,6, la Dante prima tirava avanti con uno stanziamento pubblico di un milione 700 mila euro, poi ridotto a un milione 248 mila euro l’anno, e adesso dovrà cavarsela con 600 mila euro, il 53,5 per cento in meno rispetto al 2009. Che vuol dire chiudere.
Se poi qualcuno ci dice che questi tagli sono per risparmiare, intanto gli ricordiamo la storia del padrone che fece morire il cavallo perché gli dava sempre meno biada fino a negargliela del tutto. Per risparmiare, appunto.
E poi, senza scomodare le auto blu, le comunità montane, le province e via discorrendo, ci permettiamo di rispondere che non passa giorno che la propaganda governativa non ci spieghi come noi siamo messi meglio, nei confronti della crisi, di quasi tutti i paesi europei. E allora perché gli altri non tagliano i ponti che li collegano al mondo? Andatevi a rileggere le cifre che spendono per la promozione della loro lingua e cultura e confrontatele con le nostre mancette. Spiegano tutto”.

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