Data odierna 22-10-2017

Inaccettabile: così il sottosegretario Mantica ha definito il dispositivo della risoluzione dell’onorevole Franco Narducci (Pd) che impegnava il Governo ad aprire agenzie consolari a Liegi (Belgio),...

Inaccettabile: così il sottosegretario Mantica ha definito il dispositivo della risoluzione dell’onorevole Franco Narducci (Pd) che impegnava il Governo ad aprire agenzie consolari a Liegi (Belgio), Lilla (Francia), Losanna (Svizzera) e Manchester (Inghilterra) e sportelli consolari ad Amburgo (Germania), Genk (Belgio) e Mannheim (Germania).

La risoluzione è stata discussa ieri pomeriggio dalla Commissione Affari Esteri, sede in cui Narducci ha illustrato il testo e presentato numerose lettere di protesta giunte alla Commissione soprattutto dal Limburgo. La chiusura dei Consolati, ha sottolineato, produce “ripercussioni negative a carico delle generazioni più anziane, in quanto i sopravvenuti oneri di spostamento rischiano di incidere su bilanci familiari già modesti”.

Il deputato ha quindi precisato di non voler “ripetere le lamentazioni sulle condizioni degli italiani all’estero”, ma discutere sul fatto che “sia in gioco la presenza del Paese in aree geografiche di grande valenza economica, come quelle di Lille, Liegi e Manchester”. Citato il caso particolare del consolato di Losanna, “la cui chiusura – ha rilevato – suscita molte perplessità anche per i gravosi costi ricadenti sulla sede ricevente di Ginevra”, Narducci ha ribadito l’importanza delle comunità italiane all’estero quale “risorsa imperdibile per il sistema – paese”.

“Credo sia utile il processo di informatizzazione – ha aggiunto – ma ritengo sua necessario un passaggio graduale in cui restino in vita sul territorio almeno delle microstrutture. Questa risoluzione è priva di intenti elettoralistici; al contrario deriva dalla rappresentanza delle esigenze dei residenti all’estero di cui le istituzioni non possono non farsi carico, al pari di quelle dei cittadini residenti in Italia”.

Narducci ha infine invitato il Governo “ad elaborare un piano più organico e a non proseguire con interventi inopinati così come purtroppo conferma la recente vicenda della soppressione dell’ICE”, criticando “la politica dei tagli secchi e delle scadenze perentorie, i cui risparmi sono destinati a rivelarsi peraltro del tutto irrisori”, senza contare “il pericolo di perdere definitivamente i contatti con le comunità residenti all’estero”.

Mantica ha esordito dichiarando “inaccettabile” per il Governo il testo della risoluzione. “La riorganizzazione della rete consolare – ha ripetuto – non ha come obiettivo la riduzione delle spese, ma una loro razionalizzazione per potere effettuare nuovi investimenti, come i recenti acquisti di immobili a Londra e Charleroi – che accorperà il Consolato di Liegi – per un importo di diversi milioni di euro”.

Il sottosegretario ha quindi contestato quanto affermato da Narducci sui ritardi nell’informatizzazione delle procedure consolari, confermando che “essa sarà completata entro il prossimo mese di ottobre. Questa innovazione permetterà l’apertura di sportelli multifunzionali, con conseguente semplificazione delle operazioni. Ottimi risultati, con la riduzione dei tempi di attesa dopo una fase di adeguamento, si sono già riscontrati in numerose realtà a partire dai consolati di Berlino, Zurigo e Berna. In tre quarti dei consolati è inoltre possibile effettuare tramite Internet prenotazioni per i servizi consolari”.

“Altre innovazioni – ha aggiunto – saranno possibili con il completamento della rete dei servizi consolari on-line, prevista per la fine del 2012, così come illustrato nel corso della missione parlamentare svoltasi presso il Consolato di Bruxelles nell’ottobre del 2009. L’obiettivo di assicurare maggiore flessibilità alla rete consolare e ridurre gli sprechi – ha sottolineato Mantica – è condiviso in sede europea, come dimostrato dalle numerose chiusure di consolati esteri in Italia”. Come annunciato più volte, Mantica ha ricordato che “Londra, essendo il più grande consolato in Europa, sarà prescelta come sede – pilota per il cosiddetto “consolato digitale”, mentre a Manchester resterà uno sportello consolare”.

Quanto all’Ice, “non si tratta di smantellare l’Istituto: è una razionalizzazione che pone le ambasciate come sede di coordinamento della promozione del sistema – paese, in sintonia con la recente riforma della struttura del Ministero degli esteri”.

La riorganizzazione della rete “non è avvenuta in maniera precipitosa, ma si sta svolgendo con gradualità, in un periodo di quattro anni a partire dal 2009″. Mantica ha quindi riconosciuto che “la chiusura del consolato di Losanna ha posto alcuni problemi in relazione al fatto che la comunità italiana residente nel territorio appare caratterizzata da maggiore stabilità rispetto a quella di Ginevra”, ma ha anche ricordato che “numerosi Paesi europei hanno compiuto la stessa scelta, avente natura politica, in considerazione dell’importanza della realtà ginevrina per le numerose istituzioni internazionali là esistenti e la relativa vicinanza tra le due città”.

Tra le novità annunciate dal sottosegretario la nomina di consoli onorari a Durban, Lille ed Amburgo. Sospesa la riorganizzazione della rete consolare negli Stati Uniti e in Australia, Mantica ha annunciato che “sono allo studio ipotesi innovative anche alla luce dell’esperienza di altri Paesi europei, come ad esempio quella del Regno Unito che in Australia si avvale della rete degli sportelli postali”.

Concludendo, il sottosegretario ha confermato di “non accettare il dispositivo della risoluzione da parte del Governo”, confermando “la piena disponibilità a portare avanti la discussione, anche al fine di trarre un bilancio a conclusione del processo di ristrutturazione avviato”.

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