Data odierna 23-09-2017

“Come era facile prevedere, a seguito dei tagli del 50% ai contributi ministeriali degli enti gestori, nel sistema dei corsi di lingua e cultura italiana in Svizzera si delinea in questi giorni una...

Nesti: Emergenza nei corso di lingua e cultura italiana in Svizzera

“Come era facile prevedere, a seguito dei tagli del 50% ai contributi ministeriali degli enti gestori, nel sistema dei corsi di lingua e cultura italiana in Svizzera si delinea in questi giorni una situazione di grande emergenza. Sono nel frattempo visibili le prime ripercussioni negative”. Ad illustrarle oggi è Roger Nesi, coordinatore degli Enti Gestori – Iniziative Scolastiche in Svizzera.

“In molte circoscrizioni – informa Nesti – si è già proceduto, a poche settimane dalla fine dell’anno scolastico, a una riorganizzazione dei corsi. Alcuni corsi sono già stati chiusi, altri sono stati accorpati, creando classi numericamente sproporzionate, altri ancora hanno subito una riduzione dell’orario settimanale. Queste misure riguardano già oltre il 10% dei quasi 400 corsi gestiti dagli enti”.

“Per far fronte alle difficoltà finanziarie – puntualizza il coordinatore – in alcune circoscrizioni è stato richiesto un contributo straordinario ai genitori, in altre è stata decisa la chiusura anticipata dei corsi prima delle vacanze estive, altrove l’avvio ritardato del nuovo anno scolastico. Molte incertezze permangono sulla possibilità di poter effettivamente avviare il nuovo anno scolastico. I quasi 400 corsi attualmente gestiti dagli enti sono a serio rischio di chiusura. Molti enti in via preventiva hanno infatti licenziato i docenti per la fine del corrente anno scolastico. Tutti questi provvedimenti – sottolinea – vanno a discapito della qualità dei corsi, creano disagi e malumori tra le famiglie e alimentano incertezza e sconforto in un settore che negli scorsi anni ha già vissuto momenti di estrema difficoltà”.

Attraverso Nesti, il Coordinamento degli enti gestori in Svizzera “chiede al Governo, alle forze politiche e sindacali, agli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero di adoperarsi affinché si trovino fondi finanziari aggiuntivi per far fronte a questa situazione di emergenza, ripristinando almeno l’ammontare dell’anno 2011. I corsi di lingua e cultura italiana rappresentano per decine di migliaia di connazionali il legame più forte con il sistema Italia e debbono assumere un ruolo centrale e prioritario dell’azione politica verso gli italiani all’estero”.

“Il tempo per intervenire – ricorda Nesti – sta diventando drammaticamente breve. In queste settimane gli uffici scolastici e gli enti gestori sono impegnati nella pianificazione del nuovo anno scolastico che in Svizzera inizierà già a metà agosto. I fondi già decretati sono insufficienti per garantire la continuazione di tutti i corsi. C’è necessità di conoscere al più presto, se e in quale misura gli enti potranno contare su fondi integrativi. Senza fondi finanziari aggiuntivi – conclude – l’offerta di lingua e cultura italiana in Svizzera subirà un colpo irrimediabile”.

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