Data odierna 22-10-2017

IL SOTTOSEGRETARIO VIESPOLI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DELL’ON. RAZZI (IDV) SULLA TRUFFA-GIACCHETTA.  Il Ministero del lavoro ha svolto ispezioni nella sede del patronato Inca di Zurigo nell’ottobre...

IL SOTTOSEGRETARIO VIESPOLI RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DELL’ON. RAZZI (IDV) SULLA TRUFFA-GIACCHETTA.  Il Ministero del lavoro ha svolto ispezioni nella sede del patronato Inca di Zurigo nell’ottobre del 2008 senza rilevare alcuna irregolarità. Due mesi dopo, in dicembre, il Dicastero è venuto a conoscenza della truffa perpetrata da Antonio Giacchetta ai danni di molti pensionati italiani. È quanto sostiene il sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Pasquale Viespoli nel rispondere all’interrogazione presentata nel settembre dell’anno scorso da Antonio Razzi, deputato di Idv eletto in Europa, che chiedeva al Ministro Sacconi “se siano mai state effettuate ispezioni ed accertamenti nei confronti della sede estera di Zurigo del Patronato INCA” e “per quali ragioni non sia stata promossa responsabilità amministrativa, verso il Patronato INCA, come previsto e sancito dal decreto legislativo n. 231 dell’8 giugno 2001″.
Due i punti segnalati da Razzi: controlli da un lato e responsabilità amministrativa del patronato dall’altro. Sul primo, Viespoli ha precisato che il Ministero del lavoro “esercita, ordinariamente, un controllo “a campione” sulle sedi estere degli istituti di patronato e di assistenza sociale” e che tale controllo consiste “in ispezioni compiute da personale dipendente con specifiche competenze in materia, aventi ad oggetto, unicamente, la verifica dell’organizzazione e dell’attività svolta, nel corso dell’anno di riferimento, dalla sede oggetto di accertamento” secondo quanto disposto dal decreto ministeriale n. 193/2008. Più precisamente, ha aggiunto il sottosegretario, “il controllo sulla “organizzazione” è volto ad accertare la conformità della sede ispezionata ai requisiti di cui alla vigente normativa in materia, avuto riguardo all’autonomia funzionale della stessa, al numero del personale impiegato e al rispetto dell’orario di lavoro; il controllo sulla “attività” è, invece, diretto alla verifica del volume di pratiche utili per la ripartizione del Fondo Patronati, preventivamente dichiarato all’Amministrazione dagli Istituti in questione”.
La sede Inca di Zurigo “è stata sottoposta a verifica ispettiva il 15 ottobre del 2008, con riferimento all’organizzazione ed all’attività relative all’anno 2007″ e nel corso di questo accertamento “si è provveduto a verificare la regolarità, sotto il profilo organizzativo, della sede di che trattasi, non rilevandosi, in quell’ambito, profili di illiceità riferibili all’operato dei preposti; sono stati, inoltre, annullati gli atti non “statisticabili” ovvero “erroneamente statisticati”, ai fini dell’attribuzione del punteggio (e della conseguente ripartizione del Fondo)”.
Il Ministero del Lavoro, ha proseguito Viespoli, ha saputo della vicenda-Giacchetta il 12 dicembre 2008: il sottosegretario ha quindi ricordato che “Giacchetta si è assunto tutte le responsabilità del caso e che nulla è emerso nei confronti di altri soggetti” che la presidenza dell’Inca lo ha licenziato il 19 gennaio 2009, che a Zurigo si è costituito un Comitato per la difesa delle famiglie vittime dei raggiri e che l’Inca Svizzera “ha comunicato di aver messo a disposizione delle vittime del raggiro un servizio gratuito di assistenza in ambito fiscale e nelle operazioni di denuncia alle competenti autorità”. Dal canto suo, il Consolato a Zurigo “ha manifestato la sua disponibilità a concedere sussidi, secondo le disposizioni vigenti, su richiesta dei singoli interessati. A tale riguardo, il ministero degli affari esteri ha reso noto di aver già provveduto ad accordare un’integrazione sul relativo capitolo di bilancio del Consolato”.
A fronte di questa situazione, ha ricordato il sottosegretario, “il ministero del lavoro ha provveduto ad effettuare, lo scorso mese di novembre, una verifica ispettiva straordinaria ai sensi dell’articolo 10, comma 2, del decreto ministeriale n. 193/2008. Nel corso degli accertamenti, che hanno riguardato l’anno 2008, non sono state rilevate irregolarità nell’organizzazione e nell’attività svolta dalla sede, secondo i criteri e gli ambiti di competenza sopra ricordati. Sono state comunque annullate talune pratiche ed è stata acquisita una relazione della coordinatrice INCA di Zurigo inerente i fatti relativi al signor Giacchetta”.
Sul secondo punto, quello riguardante l’’eventuale responsabilità amministrativa del patronato evocata da Razzi, Viespoli ha spiegato che “il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, nel disciplinare la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle assicurazioni, anche prive di personalità giuridica, esclude espressamente dal suo ambito applicativo lo Stato, gli Enti pubblici territoriali, gli Enti pubblici non economici nonché gli Enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale (articolo 1, comma 3). Al riguardo, questa amministrazione, recependo l’orientamento del Giudice delle leggi in materia, ha ritenuto, sulla base dell’articolo 1 della legge n. 152/2001 (che richiama gli articoli 2, 3, comma 2, 18, 31 comma 2, 32, 35 e 38 della Costituzione) che gli istituti di patronato, svolgendo funzioni di rilievo costituzionale, non possano essere destinatari delle richiamate disposizioni in materia di responsabilità amministrativa (nota circolare del Ministero del lavoro 8 aprile 2008, prot. 24/V/005743)”.

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