Data odierna 25-09-2017

Ancora un calo dei brindisi di fine anno, ma in frenata rispetto al 2012. Da Santa Lucia all’Epifania voleranno sulle tavole e ai ristoranti italiani circa 72 milioni di tappi a fungo, caratteristici,...

Natale parsimonioso ma il brindisi non mancherà

Ancora un calo dei brindisi di fine anno, ma in frenata rispetto al 2012. Da Santa Lucia all’Epifania voleranno sulle tavole e ai ristoranti italiani circa 72 milioni di tappi a fungo, caratteristici, di cui 69 nazionali. Nello stesso periodo i tappi tricolore nel Mondo saranno altri 102 milioni di bottiglie. 170 milioni di bottiglie nazionali solo nello scorcio del fine-anno.

Fra i consumi nazionali, ancora freni per lo Champagne (-300mila bottiglie) a meno di 2,6 milioni, ripresina per il Cava (+50mila bottiglie), stabili altre bollicine francesi e non. In 5 anni la riduzione dei brindisi nazionali di fine anno ha toccato l’11%, dal record di 81 milioni del 2009. Maggiore calo dei volumi nell’horeca, la GDA registra un minore giro d’affari a numeri quasi stabili. “Più attenzione e più consumi domestici”: questo in sintesi il commento di Giampietro Comolli, fondatore e presidente di Ovse-Ceves, secondo cui c’è “un ritorno a consumi mirati, alla infedeltà di marca, ma le bollicine tengono. Crescono i consumi del lowest price a scapito dei prodotti intermedi. In GDA Italia le vendite promozionali si susseguono, anticipano le occasioni di consumo, durano di più”. Sul mercato italiano, rispetto alle Festività 2012, il calo maggiore si registra sul valore e meno sui volumi, a scapito delle bottiglie a prezzo sostenuto. Sui grandi numeri, in Italia vince il non-Doc; all’estero in crescita i consumi Dop, ma stravince il richiamo diretto e indiretto al marchio Italia. Il numero di bottiglie italiane che saranno stappate all’estero a fine anno è in crescita di volumi con punte anche del 20 in certi Paesi. “All’estero cala il consumo – prosegue Comolli – di etichette Igp, ma crescono a due cifre i consumi di etichette che richiamano nomi di vitigni italiani, il made e l’italian-wine, anche se l’origine o provenienza è incerta. L’Italia non può essere defraudata in silenzio dell’asset vino con il suo valore aggiunto del distretto produttivo e di piccole imprese”. A dicembre, il valore al consumo interno di una bottiglia fa registrare un calo intorno al 3-4%; viceversa nel mondo il valore al consumo è cresciuto mediamente del 11-15%. Un fine anno che vale al consumo interno circa 450 milioni di euro di bottiglie nazionali; circa 900 mil/€ all’estero, il doppio. Ultimo dato emblematico delle feste imminenti: il regalo mono-bottiglia tiene, di tutti i prezzi, crollo dei cesti natalizi preconfezionati e non prenotati. Anche questo è un segnale importante per chi analizza il mercato dei consumi e vuole indicare strategie e prospettive.

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