Data odierna 24-09-2017

“Mancano circa sei miliardi all’appello della manovra dopo gli accordi post vertice ad Arcore, basati sui giochi di potere, tutti interni alla maggioranza, piuttosto che sulla saggezza che si chiede...

Narducci (Pd): il governo sbaglia i conti della manovra – ormai il paese è senza timone

“Mancano circa sei miliardi all’appello della manovra dopo gli accordi post vertice ad Arcore, basati sui giochi di potere, tutti interni alla maggioranza, piuttosto che sulla saggezza che si chiede ai governanti”. É molto critico con l’operato del governo Franco Narducci, deputato del Pd eletto all’estero e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, per il quale “in Italia capitano cose che altrove sarebbero inimmaginabili: riesce difficile ipotizzare che Angela Merkel, di fronte ad una crisi del suo Paese paragonabile a quella italiana, possa convocare un paio di alleati e qualche Ministro a casa sua per decidere il futuro della Germania!”.

“Anziché affrontare con serietà una crisi che mette in pericolo il popolo italiano”, osserva Narducci, “questo Governo pensa ancora a difendere gli interessi di parte e a chiedere sacrifici a quanti già pagano, senza toccare chi già prende doppi stipendi o chi può veramente permettersi il contributo di solidarietà”.

“Il pensatoio del Governo”, incanza il deputato del Pd, “si è ritrovato nella villa del presidente del Consiglio per tagliare le pensioni e abolire il riscatto degli anni di laurea e del servizio militare: ancora una volta uno schiaffo ai tanti giovani volenterosi e alle famiglie che hanno compiuto sacrifici”.

“Ma può essere questo il Governo che deve guidare un Paese come l’Italia, ricco di storia e di saperi?”, si chiede Narducci. “Una compagine di governo che al momento della conversione in legge del decreto estivo salva-nazione – grazie al quale ha ottenuto l’intervento della BCE -, con provvedimenti che portano ad azzerare il deficit nel 2013 con una correzione di 45,5 miliardi, non sa neppure se le misure intraprese sono sufficienti e naviga ancora nel buio, lacerata com’è da lotte intestine. Un Governo che al posto di agire con la saggezza che la situazione richiede, non fa altro che rimettere tutto in discussione per calmare le varie “anime” della coalizione, assestando così un ulteriore calcione alla credibilità del nostro Paese, pur sapendo che è proprio la mancanza di credibilità la responsabile principale di molti nostri problemi”.

“Tanto, a pagare saranno ancora una volta i più deboli che non arrivano a fine mese”, osserva amaramente Narducci, che poi conclude con un monito: “non è questa la strategia che i mercati attendono per capire se il ciclo economico italiano ha prospettive di ripresa!”.

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