Data odierna 23-10-2017

Parlamento Nazionale, Regione Autonoma della Sardegna, studiosi stranieri e italiani, esperti e forze sociali e sindacali si incontreranno a Cagliari venerdì 18 maggio per discutere una questione cruciale...

Narducci a Cagliari per il convegno organizzato da CEDISE-UNAIE

Parlamento Nazionale, Regione Autonoma della Sardegna, studiosi stranieri e italiani, esperti e forze sociali e sindacali si incontreranno a Cagliari venerdì 18 maggio per discutere una questione cruciale per lo sviluppo dell’isola: la qualità del lavoro dei sardi.

Una questione che i temi sicuramente più urgenti della caduta dei livelli occupazionali in Sardegna, conseguenza del progressivo smantellamento del tessuto industriale e della debolezza del quadro economico complessivo, pongono in secondo piano ma che invece si può rivelare decisiva per il rilancio economico dell’isola. Il pretesto, ancora una volta, è il lavoro dei sardi all’estero.

“La qualità del lavoro dei sardi” il titolo del convegno organizzato da Ceise ed Unaie, cui parteciperà, tra gli altri, anche l’onorevole Franco Narducci (Pd).

Gli studiosi e i ricercatori del fenomeno migratorio da tempo riferiscono il giudizio positivo che di solito esprime il mondo dell’imprenditoria straniera sulla qualità del lavoro dei sardi all’estero. Serietà, tenacia, attaccamento e competenza sono le doti che molte volte fanno preferire i lavoratori che lasciano la Sardegna a quelli di altre nazionalità. Ma mentre questo discorso viene quasi sempre associato alla manodopera o alle professionalità maschili, raramente si prende in considerazione il lavoro femminile.

Invece si scopre che una fabbrica dell’industria dolciaria della Ferrero, vicina a Francoforte in Germania, da un buon mezzo secolo ha fatto dell’assunzione stagionale di lavoratrici sarde un caposaldo della sua politica industriale. Una presenza questa che non casualmente ha riguardato la zona del Sulcis Iglesiente – oggi tra le più toccate d’Italia dalla crisi economica e occupazionale, pur essendo per tradizione “culla del lavoro industriale” – e si tramanda da almeno tre generazioni di donne, spesso entro la stessa cerchia familiare, mentre alcune delle lavoratrici nel tempo sono state assunte in pianta stabile dall’azienda italiana.

L’occasione si presta a discutere non solo della qualità del lavoro dei sardi – che in qualche modo può essere esplorata più approfonditamente anche in relazione alle carenze che non consentono a questa di esprimersi in Sardegna ai livelli con i quali si manifesta fuori dell’Isola – ma anche in funzione delle prospettive che si offrono alle giovani generazioni di risolvere i propri problemi di inserimento nel mondo del lavoro nella logica dell’economia globale. E ciò, per esempio, in un progetto di circolarità professionale che veda giovani sardi fare ripetute esperienze all’estero e in Sardegna con ricadute positive per l’economia isolana, possibilmente in un quadro di sostegno più flessibile di quello attualmente consentito dalle rigide politiche pubbliche del settore.

La Regione Autonoma della Sardegna, con l’Assessorato del Lavoro (con competenza anche sui flussi migratori), e in prima persona col suo responsabile politico, Antonello Liori, si è fatta interprete della necessità di portare a conoscenza dell’opinione pubblica gli aspetti di questo fenomeno e di promuovere una conseguente riflessione anche nell’ipotesi di iniziative istituzionali rivolte a rafforzare il quadro occupazionale.

Per questa ragione, in collaborazione con il Cedise-Unaie, ha organizzato la visita in Sardegna di un’equipe di studiosi che, nell’ambito di un progetto europeo sul lavoro transnazionale nell’Unione che coinvolge in modo particolare l’Università di Amburgo, conducono una ricerca su questi problemi e si incontreranno con le istituzioni e le lavoratrici che in quest’arco temporale hanno vissuto l’esperienza della fabbrica della Ferrero nel loro ambiente fisico e familiare in Sardegna. Si tratta dei professori Joachin Schroeder, Maren Mag e Claudia Zaccai (Università La Sapienza di Roma) che si premureranno appunto di presentare tutti gli aspetti del fenomeno.

Il momento centrale della manifestazione sarà costituito da un seminario internazionale di studi che avrà luogo nell’Auditorium della Biblioteca della Regione (venerdì 18 maggio, ore 9-13:30) i cui lavori, oltre che dall’Esponente della Giunta Regionale, verranno introdotti da Narducci, Vice presidente della Commissione esteri della Camera, eletto in Europa, che si occupa attivamente di questi problemi ed è presentatore di un Progetto di Legge sul lavoro transfrontaliero italiano.

Entreranno poi sulle specifiche tematiche del problema, ciascuno per il settore di propria competenza, l’Avvocato Carlo A. Melis Costa che, anche nella veste di ricercatore del CNR, evidenzierà luci e ombre dei profili giuridici dell’attività lavorativa in Europa, e Maria Luisa Gentileschi, geografa di fama internazionale e decana degli studi migratori sardi e italiani, che inquadrerà il problema nelle aspettative e nella realtà attuale delle migrazioni giovanili.

Il carattere seminariale dell’incontro corrisponde all’esigenza di approfondire in un ambiente raccolto (quello della Biblioteca regionale) e con un gruppo selezionato di studiosi e operatori sociali, i temi che si snoderanno lungo le relazioni principali. Perciò hanno annunciato la loro partecipazione con relativo contributo di idee giovani ricercatori – e in generale neo laureati che hanno effettuato esperienze lavorative o di soggiorno all’estero – ed esponenti sindacali, del mondo dell’informazione e dell’emigrazione. Compatibilmente, poi, con le risorse materiali dell’organizzazione, i lavori integrali del seminario verranno raccolti in appositi atti e diffusi in canali che Unaie e Cedise stanno prendendo in considerazione, principalmente e sicuramente nel sito nazionale dell’Unaie.

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