Data odierna 24-09-2017

Si, dopo tanto chiacchierare (spesso ripetitivo ed inutile) negli inesauribili dibattiti politici che ci propinano ogni giorno le reti televisive italiane, dalla mattina presto sino a notte fonda, in aggiunta...

Nardi: Un’Italia al voto tra gli scandali ed il dramma della disoccupazione

Si, dopo tanto chiacchierare (spesso ripetitivo ed inutile) negli inesauribili dibattiti politici che ci propinano ogni giorno le reti televisive italiane, dalla mattina presto sino a notte fonda, in aggiunta ai frequentissimi telegiornali, finalmente domenica e lunedì prossimi (24 e 25 febbraio) si voterà in Italia per rinnovare il parlamento nazionale (il voto per corrispondenza nella Circoscrizione Estero si concluderà, invece, giovedì 21 febbraio alle ore 16).

Tuttavia, perlomeno a mia memoria, mai sinora si era arrivati in Italia alle elezioni politiche nazionali con un Paese così incasinato. Neppure quando vi fu il trapasso tra la Prima e la, così detta, Seconda Repubblica. Infatti dai dibattiti politici, dalle cronache quotidiane dei media e guardando trasmissioni televisive come “Striscia la notizia” (Canale 5), “Le Iene” (Italia 1), oppure “Report” (Rai3), tanto per citarne qualcuna, l’Italia sembra purtroppo diventata una Repubblica fondata sugli scandali più che sul lavoro.

Alcuni esempi? Strutture ospedaliere nuove, anche complete di attrezzature costosissime, mai entrate in funzione quando vi sono un po’ ovunque in Italia strutture ospedaliere vecchissime e non più confacenti per le attuali esigenze sanitarie; viadotti nuovi di zecca che da anni sono inutilizzati perché terminano semplicemente nel vuoto o contro una collina; strutture carcerarie costruite e mai entrate in funzione, altre dove gli unici ospiti sono il personale che vi lavora (sic!) mentre il sistema carcerario italiano è in genere al collasso per troppa sovrabbondanza di detenuti; cantieri stradali ed autostradali fermi da anni con disagi divenuti ormai abitudinali per gli utenti di quei tragitti; un ponte sullo Stretto di Messina che di vuole costruire a fasi alterne e che, probabilmente, non si farà mai ma che, nel frattempo, sta costando comunque un patrimonio agli italiani; immigrati, sfruttati dai soliti furbastri nostrani, costretti a vivere in ambienti (sic!) che definire fatiscenti è un eufemismo (al confronto le tanto vituperate e criticatissime – anche dai media italiani dell’epoca – “baracche”, in cui vivevano molti lavoratori italiani emigrati in Svizzera negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, erano delle vere e proprie villette munite di ogni confort); invalidi civili per cecità che tranquillamente se ne vanno in giro in motociclo a fare la spesa per supermercati; pensionati di invalidità che da anni lavorano come frontalieri in Svizzera; persone che da lustri incassano la pensione di un familiare defunto; titolari di assegni sociali proprietari di diversi immobili.

Oppure pensiamo ancora, spostandoci sul piano della politica, ai vari scandali più recenti che hanno coinvolto: l’ex ministro Scaiola per l’appartamento con vista sul Colosseo acquistato a sua insaputa per un prezzo scontatissimo; l’ex vice presidente del Consiglio Regionale lombardo, Filippo Penati, coinvolto per tangenti nel così detto “sistema Sesto”; l’incredibile vicenda che ha visto coinvolto il consigliere regionale del PdL Fiorito, nella Regione Lazio, ed il suo Gruppo consiliare. Che dire, poi, della cronaca giudiziaria di questi giorni che vede letteralmente decapitata per tangenti milionarie (di euro, non dimentichiamo) la dirigenza di Finmeccanica, il fiore all’occhiello dell’industria italiana; le tangenti Saipem (gruppo ENI) in Algeria; la crisi del Monte dei Paschi di Siena (l’Istituto bancario più vecchio al mondo ancora in attività) con alcuni dei suoi ex ed attuali dirigenti inquisiti o in carcere; il presidente del Cagliari calcio, Massimo Cellino, ed il sindaco Mauro Contini di Quartu Sant’Elena arrestati per accuse di peculato e falso ideologico; la vicenda del governatore della Lombardia Roberto Formigoni, che ha portato alle dimissioni dell’intero Consiglio Regionale, inquisito per presunte tangenti nella sanità lombarda.
Che dire, infine, dei guai giudiziari in cui si trova coinvolto da anni l’ex premier Silvio Berlusconi sui quali è meglio sorvolare per ragioni di spazio.

Si, l’Italia si trova proprio in un bruttissimo periodo come mai si era trovata finora, anche perché a tutti questi scandali si accompagnano chiusure su chiusure di aziende (artigianali, commerciali, industriali) con licenziamenti di maestranze di mezza età difficilmente ricollocabili in un mercato del lavoro quasi inesistente dove già impera una disoccupazione giovanile che ha superato abbondantemente il livello di guardia in tutto il Paese. Un dramma nel dramma! Giovani che, in molti casi, sopravvivono (fino a quando?) grazie al supporto economico delle famiglie e per i quali sta iniziando il calvario di una nuova emigrazione di massa (non solo di cervelli) verso i Paesi del Nord Europa o d’Oltreoceano, ricalcando le orme dei loro progenitori.

Bene, anzi male, in questo quadro non certamente idilliaco, l’Italia andrà alle urne e ci si deve augurare che gli elettori non si facciano più incantare dai soliti “Salvatori della Patria” che questa Seconda (?) Repubblica ci sta ormai propinando da circa due decenni ad ogni tornata elettorale: da Mario Segni a Leoluca Orlando; da Silvio Berlusconi ad Antonio Di Pietro ed ora pure da Beppe Grillo ad Antonino Ingroia e, nuovamente, il resuscitato Cavaliere del quale se ne erano perse le tracce per oltre un anno. Tralasciando la lista di Mario Monti che è un semplice contenitore di varie sigle e movimenti ed altre liste di testimonianza ideologica, in Italia abbiamo oggi un solo vero partito che non si regge su un “Io” ed è il Partito Democratico, ovvero l’unica speranza (l’ultima spiaggia?) per l’Italia di poter uscire da questa grave crisi morale, economica e politica in cui è stata trascinata (con il consenso del popolo, mannaggia!) da un ventennio dominato dal Berlusconismo.

Si, ha proprio ragione Pierluigi Bersani quando afferma che queste elezioni o le vince il PD oppure l’Italia sbatterà contro il muro. E se questo scontro frontale, putacaso, dovesse avvenire (facciamo i debiti scongiuri) ne pagheranno le conseguenze anche tutti gli emigrati italiani!

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