Data odierna 20-09-2017

Un monito secco. Il governo Letta deve “andare avanti”. Se viene messa “a repentaglio lacontinuità di questo governo i contraccolpi a nostro danno, nelle relazioni internazionali e nei...

Napolitano: “Se cade il governo contraccolpi irrecuperabili per Paese”

Un monito secco. Il governo Letta deve “andare avanti”. Se viene messa “a repentaglio lacontinuità di questo governo i contraccolpi a nostro danno, nelle relazioni internazionali e nei mercati finanziari, si vedrebbero subito e potrebbero risultare irrecuperabili”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano stigmatizza duramente le fibrillazioni che in questi giorni attraversano la maggioranza parlamentare e l’esecutivo dopo il caso Shalabayeva. E non lascia margini a polemiche e strascichi politici che, secondo il Presidente, potrebbero mettere in crisi il governo e compromettere la stabilità e la ripresa del Paese. Nel corso della cerimonia del Ventaglio, in programma oggi al Quirinale, il Capo dello Stato ha dunque ricordato che “il periodo è inquieto con rischi di paralisi”, e quello che “deve anche oggi avere il primo posto nella nostra attenzione collettiva”, per le istituzioni e per i partiti, “è la criticità delle condizioni economiche e sociali del nostro Paese”. Napolitano ritiene “indispensabile nell’interesse generale proseguire nella realizzazione degli impegni del governo”, sottolineando l’importanza del “cronoprogramma di 18 mesi già partito in Parlamento”. Napolitano evidenzia, inoltre, che “è stato lo stesso presidente Letta ad affermare che egli certo non intende governare ‘ad ogni costo’, cioè anche a costo di subire freni e interferenze che blocchino la produttività degli sforzi dell’esecutivo”. Si tratta, osserva, di “un’affermazione” nella quale “dobbiamo vedere una garanzia importante per tutti”.

Perciò, ha proseguito Napolitano, “non ci si avventuri a creare vuoti, a staccare spine, per il rifiuto di prendere atto di ciò che la realtà politica ha reso obbligato e sottovalutando le conseguenze che ciò avrebbe sul Paese”. E ha invitato “coloro che lavorano su ipotesi fumose e arbitrarie a non contare su decisioni che spetterebbero al presidente della Repubblica”.

Un messaggio chiarissimo a Pd e Pdl. A coloro, tra questi, che non escluderebbero l’ipotesi e l’opportunità di una crisi di governo. E soprattutto, sembra, a quella parte dei Democratici che nelle ultime ore ha ventilato l’idea di appoggiare la mozione di sfiducia al ministro Alfano, in programma venerdì al Senato, presentata da Sel e M5S.

Napolitano ha poi definito “una storia inaudita” la vicenda Shalabayeva e la “precipitosa espulsione dall’Italia della madre Kazaka e della sua bambina, sulla base di una reticente e distorsiva rappresentazione del caso e di pressioni e interferenze”, ma sottolinea che “il governo ha nopportunamente deciso” di sanzionare i comportamenti di alcuni funzionari che “hanno assunto decisioni non sottoposte al necessario vaglio dell’autorità politica e non fondate su verifiche e valutazioni rigorose”, notando inoltre come “anche (ma non solo) per dei ministri è assai delicato e azzardato evocare responsabilità ‘oggettive’ “. Ed ha aggiunto: “Norme di condotta e catene burocratiche hanno messo in serie difficoltà l’esecutivo è giusto intervenire con una riforma”.

Insomma il Capo dello Stato, pur riconoscendo la gravità del caso e le conseguenze che esso sta avendo sulla situazione politica fa ben intendere: non pensate che una crisi di governo possa essere la soluzione. E a questo proposito anticipa anche un’altra questione: “Si sgombri il terreno da sovrapposizioni improprie, come quella tra le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi e le prospettive dell’attuale governo”, come a dire qualunque sia l’esito della sentenza della Cassazione prevista per il prossimo 30 luglio” il governo deve andare avanti. Ci sono i mercati finanziari da rassicurare, perché “la situazione dell’italia potrebbe peggiorare anche bruscamente di fronte a una nuova destabilizzazione del quadro politico italiano”, ribadisce. Ci sono riforme da fare, e c’è in Europa un banco di prova imminente. “Il semestre italiano di presidenza europea, nella seconda metà del 2014, è occasione cruciale e banco di prova per il rilancio dell’Europa e per il ruolo di uno Stato fondatore come il nostro” ricorda Napolitano.

Per tutto questo si deve proseguire “con maggiore e non con minore coesione”. Se le larghe intese sono motivo di insofferenza per i partiti, se ne facciano una ragione, sopportino, abbozzino, almeno fino a “cronoprogramma” stabilito. Del resto Napolitano era stato chiaro accettando il suo secondo incarico. Aveva richiesto precise assunzioni di responsabilità. E altrettanti tempi e programmi precisi.

L’appello è ad “abbassare i toni e abbandonare posizioni urlate”. Un appello esteso a tutte le forze parlamentari: “Siamo dinnanzi a minacce e pratiche di violenza (non occorre che ricordi episodi recenti) e dinnanzi all’ingiuria indecente e aggressiva, specie se a sfondo razzista o maschilista e ancora più se pronunciata da chi dovrebbe unire alla dignità personale quella istituzionale. Ebbene, rispetto a ciò è tempo di levare un argine comune”, ha detto presidente della Repubblica riferendosi agli insulti rivolti dal senatore leghista Roberto Calderoli al ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge. E ha richiamato, in tal senso, anche la stampa parlamentare presente alla cerimonia, invitandola “alla responsabilità del momento perché la componente della sollecitazione e dell’amplificazione mediatica influenza molto le parole e i comportamenti dei politici”.

E parlando alla stampa il Presidente ha espresso “viva solidarietà alla famiglia di Domenico Quirico che da 100 giorni attendiamo di riavere tra noi – ha detto – l’espressione di un vivissimo augurio ma anche di una ferma fiducia”.

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