Data odierna 23-08-2017

“Mantenere i nervi saldi”. Questo l’imperativo richiamato questa mattina dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha ricevuto al Quirinale i Cavalieri del lavoro nominati il...

Napolitano riceve i cavalieri “Al merito del lavoro”: Uscire dalla crisi mantenendo i nervi saldi

“Mantenere i nervi saldi”. Questo l’imperativo richiamato questa mattina dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha ricevuto al Quirinale i Cavalieri del lavoro nominati il 2 giugno.

Se l’Italia stenta, più di altri Paesi, ad uscire dalla crisi, è “indispensabile” dare continuità all’azione politica e di governo, mettendo da parte “particolarismi e irresponsabilità”.

I Cavalieri del Lavoro, ha detto Napolitano, rappresentano “l’impegno ad eccellere nella formazione e nella piena esplicazione di quell’attitudine laboriosa e di quel talento imprenditoriale che costituiscono una componente decisiva del patrimonio di capitale umano e di capacità direttiva su cui ha potuto e deve poter contare il nostro paese per il suo sviluppo, per il suo futuro”.

Futuro, adombrato da “persistenti preoccupazioni”, certo, ma non si deve “trascurare nessuno dei passi avanti compiuti, nessuno dei segnali positivi registratisi; possiamo e dobbiamo tutti trasmettere, non retoricamente, motivi di fiducia su cui fondare un nuovo spirito di iniziativa, un nuovo slancio produttivo e competitivo: e ciò, lo sappiamo, è decisivo per valorizzare le preziose energie delle nuove generazioni, liberandole via via dallo spettro della disoccupazione, dal peso della frustrazione e della mancanza di prospettive soddisfacenti”.

“Il guardare in faccia alla realtà con le sue sfide e con le sue incognite – ha sostenuto Napolitano – non significa seminare sfiducia ma attrezzarci meglio per fare ciascuno, responsabilmente, la sua parte. Il Governatore della Banca d’Italia ha dato, il mese scorso – in occasione di un importante incontro internazionale a Roma – un quadro rigoroso degli indizi di superamento della doppia crisi che ha colpito, dal 2008 e dal 2011, le economie europee, e cioè delle tendenze in atto a una loro ripresa. Ma ci ha dato anche un quadro rigoroso dei fattori di incertezza e fragilità che ancora pesano “sui tempi e sul vigore” – egli ha detto – di questo ritorno alla crescita”.

“È di fatto ancora in corso nell’Eurozona – anche se ormai con dei punti fermi e dei traguardi visibili – il faticoso processo di consolidamento delle finanze pubbliche e di rilancio di uno sviluppo fondato su riforme e innovazione. E c’è da fare i conti – ha ricordato il Capo dello Stato – con fenomeni come quelli del rallentamento delle economie emergenti in altri continenti, o dell’acuirsi di tensioni geopolitiche – a partire dalla Siria – nel più vasto Medio Oriente, per non parlare del conflitto politico clamoroso negli Stati Uniti che ha portato all’allarmante shut-down dei giorni scorsi. Tutto quel che ho ricordato – nel segno positivo di una tendenza alla ripresa e nel segno opposto di seri motivi di preoccupazione – riguarda da vicino, coinvolge in pieno l’Italia, che stenta più di altri paesi a muoversi con passo deciso e spedito verso una nuova fase di sviluppo. Conta in modo decisivo l’operare del governo e del Parlamento, del mondo delle imprese e del lavoro, in una direzione univoca, col massimo di concretezza e di unità”.

Citata la Legge di Stabilità, che il Consiglio dei Ministri si prepara a varare oggi pomeriggio, Napolitano ha aggiunto che la legge “inizierà il suo percorso europeo e nazionale, in un confronto aperto ad ogni valutazione anche critica, che ci aspettiamo sia comunque responsabile, cioè sostenibilmente propositiva, consapevole di condizioni oggettive complesse e di vincoli ineludibili”.

Serve “stabilità politica e continuità istituzionale”, ha ribadito Napolitano che la scorsa settimana ha registrato “l’autentico sollievo tra gli 8 Capi di Stato europei partecipanti all’incontro di Cracovia per aver noi evitato che si aprisse in Italia un vuoto politico, un nuovo periodo di grave incertezza e paralisi decisionale. E voglio dire che di ciò va dato merito a tutte quelle forze sociali e politiche che hanno concorso a scongiurare quel rischio”.

“Ma – ha ribadito – occorre andare avanti, con le scelte di politica economica finanziaria e insieme con le riforme politiche e istituzionali da tempo riconosciute necessarie. Quella riforma della legge elettorale, quelle revisioni della II parte della Costituzione di cui si è già delineato il percorso attraverso il serio apporto di una Commissione altamente qualificata : e si sa che al procedere di queste riforme io ho legato il mio impegno all’atto di una non ricercata rielezione a Presidente. Impegno che porterò avanti finché sarò in grado di reggerlo e a quel fine”.

“Siamo alle prese – ha ricordato il Presidente – anche con sfide ed emergenze proprie dell’Italia, o che ricadono pesantemente sull’Italia: la dolorosa, umiliante, ineludibile emergenza carceraria, a cui ci richiama in modo impellente la Corte europea dei diritti umani. La sconvolgente emergenza delle tragedie in mare e dell’assillante dramma di Lampedusa, per la nuova ondata di profughi richiedenti asilo che non si è riusciti, ma bisogna riuscire, a prevenire e regolare su scala europea. L’imperativo è dunque: mantenere i nervi saldi, portare avanti in tutti i campi lo sforzo indispensabile, che non può, non deve essere messo a rischio da particolarismi e irresponsabilità di nessuna specie. Sono certo – ha concluso rivolto ai Cavalieri – che a tale sforzo verrà da parte vostra il contributo indispensabile”. (aise)

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