Data odierna 20-11-2017

Nessun “capriccio”, anzi una “questione non solo politica, ma di morale collettiva” quella di dare un governo all’Italia prima con Monti e poi con Letta mentre, sul fronte...

Napolitano, Monti e Letta non sono stati un mio capriccio

Nessun “capriccio”, anzi una “questione non solo politica, ma di morale collettiva” quella di dare un governo all’Italia prima con Monti e poi con Letta mentre, sul fronte economico, è il momento di una “svolta” rispetto alle politiche di austerity messe in campo finora. A dirlo è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante il suo incontro con gli eurodeputati italiani al Parlamento europeo di Strasburgo. Rispondendo alla sollecitazione di sue dimissioni arrivata dal capo delegazione della Lega Nord, Lorenzo Fontana, Napolitano ha sottolineato che la richiesta “è un diritto che non si nega a nessuno”, ma il Capo dello Stato ha auspicato che il Carroccio si dimostri una forza “europeista critica, senza mettere in discussione i capisaldi dell’Europa”.

Quanto ai governi Monti e Letta, Napolitano ha spiegato che sono nati dopo consultazioni “con tutti i gruppi politici e parlamentari” e da quei colloqui, “sia la prima che la seconda volta”, “mai è uscita un’indicazione per l’incarico di formare il governo diversa da quella che io ho ritenuto di dover assumere come decisione”. Nessuno sconfinamento dai suoi doveri costituzionali, ha ribadito il presidente, ma solo la necessità di evitare che l’Italia cadesse “in uno stato di grave instabilità politico-istituzionale” prima durante la grave crisi economico-finanziaria che attraversava nella seconda metà del 2011 e poi dopo le elezioni del febbraio 2013 evitando il “pericolo che l’Italia si trovasse di nuovo senza governo, non più nella fase finale ma nella fase iniziale della legislatura”. Insomma, secondo Napolitano, “non era possibile continuare in un comportamento irresponsabile nei confronti delle generazioni future” perché si trattava di una “questione non solo politica, ma di morale collettiva”.

Rispetto alle politiche economiche necessarie per uscire dalla crisi che sta interessando a vari livelli tutti i Paesi dell’Europa, il Capo dello Stato ha sottolineato che “non è più perseguibile una politica di ulteriore rigore finanziario a tappe forzate. Serve una svolta, occorre un cambiamento di rotta”. Le politiche di austerità “non possono più reggere”, ha spiegato, anche se in passato sono state rese necessarie dalla crisi finanziaria e dall’innalzamento dello spread insostenibile per alcuni Paesi tra cui l’Italia. Adesso invece “nel Consiglio europeo ci sono condizione diverse rispetto a due anni fa, si è aperta una dialettica che prima non c’era” anche perché in sostanza “si ratificavano di fatto le decisioni di Francia e Germania”, mentre ora “diversi Paesi hanno preso le distanze da questa prassi”. Napolitano poi, durante il suo incontro con gli europarlamentari, ha affrontato il tema della situazione delle carceri italiane: L’Italia, ha ricordato, rischia di pagare “centinaia e centinaia di milioni di euro” a causa dell’accoglimento di tutti i ricorsi inoltrati alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo contro la situazione di sovraffollamento delle sue carceri, già oggetto di ripetute condanne della stessa Corte. Infine un passaggio anche sulla vicenda che vede coinvolti i due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Napolitano ha confermato di proseguire i propri contatti personali e riservati ai più alti livelli per la soluzione del caso, anche perché, ha sottolineato, “non erano in India a pescare, né a dare la caccia ai pescatori indiani, ma partecipavano a una missione di lotta alla pirateria riconosciuta a livello internazionale”.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento