Data odierna 23-09-2017

“Al vice presidente Vietti vanno il mio vivo compiacimento e il mio fervido augurio. Credo non sfuggano a nessuno di noi il significato e il valore dell’esito della votazione: e ne traggo...

“Al vice presidente Vietti vanno il mio vivo compiacimento e il mio fervido augurio. Credo non sfuggano a nessuno di noi il significato e il valore dell’esito della votazione: e ne traggo motivo di particolare soddisfazione, considerandolo davvero di buon auspicio per l’avvio dei lavori del nuovo Consiglio”. Lo ha detto il presidente della Repubblica e presidente del Consiglio Superiore della Magistratura nell’intervento pronunciato a seguito della elezione di Michele Vietti a vice presidente del CSM.

“Sono persuaso – ha affermato Giorgio Napolitano – che sotto la sua guida quotidiana, il Consiglio saprá affrontare con obbiettivitá e concretezza anche le questioni più complesse che di volta in volta gli saranno sottoposte, cosí da pervenire a soluzioni adeguate attraverso un confronto sereno, non inficiato da rigide contrapposizioni. Con la sua elezione è divenuto il presidente di tutti. Ciascun componente del Consiglio potrá sentirsi da lei rappresentato, ascoltato e garantito nell’esercizio delle sue funzioni. Alla sua competenza e saggezza è demandato il compito di armonizzare le diverse, libere voci e di stabilire col capo dello Stato un valido raccordo istituzionale. Sono certo che, al pari del suo predecessore, senatore Mancino, saprá prestarmi prezioso e costante ausilio”.

Il presidente Napolitano ha raccomandato al nuovo Consiglio “il più stretto e leale rapporto di collaborazione con il ministro della Giustizia; un conferimento degli incarichi tempestivo, che non si presti alle ricorrenti polemiche sul condizionamento di visioni correntizie; uno sguardo attento agli aspetti organizzativi della giustizia escludendo che si debba richiedere tutto a modifiche normative o a nuove risorse finanziarie”.

“Principalmente raccomando – ha sottolineato il capo dello Stato – grande cura nella formazione, specie dei giovani magistrati: essi debbono essere consapevoli, in ogni momento, dei difficili compiti loro affidati, mettendosi in grado di svolgerli con autorevolezza, riservatezza e umiltá. Non debbono mai dimenticare che i casi sui quali sono chiamati a pronunciarsi promanano da situazioni difficili e spesso dolorose che hanno per protagonista l’uomo e le aspettative di giustizia che egli nutre. Accompagnateli costantemente nel loro lavoro, in special modo quando sono chiamati a esercitare le funzioni nei luoghi dove più forte è la presenza della criminalitá e dove più forte è perció il bisogno di ogni cittadino di sentire la presenza dello Stato e la sua determinazione nel contrastare violenze, sopraffazioni, corruttela”.

“Ma a poco gioverebbe – ha quindi rilevato Napolitano – l’impegno formativo del Consiglio Superiore, se esso non si accompagnasse a effettivi controlli di professionalitá. Su questo versante e su quello della funzione disciplinare, il Consiglio sará chiamato a dare contributi essenziali”.

Da parte sua, il presidente della Repubblica ha assicurato “piena disponibilitá a seguire con scrupolosa attenzione l’attivitá del Consiglio contribuendo a essa, anche attraverso richiami e sollecitazioni quando ció si rendesse necessario per concorrere al più responsabile dibattito sull’amministrazione della giustizia”.

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