Data odierna 26-04-2017

“Dobbiamo essere una Repubblica all’altezza dell’articolo 1 della Costituzione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervistato da Clemente Mimun,...

Napolitano: La disoccupazione giovanile problema drammatico

“Dobbiamo essere una Repubblica all’altezza dell’articolo 1 della Costituzione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervistato da Clemente Mimun, direttore del TG5, a pochi giorni dalla Festa della Repubblica.

“Quel primo articolo – ha aggiunto il Capo dello Stato – ebbe grande significato, si discusse moltissimo in Assemblea Costituente, e si scelse questa dizione anziché l’altra “una Repubblica dei lavoratori”. “Fondata sul lavoro” è qualcosa di più, significa che c’è un principio regolatore a cui si devono uniformare tutti gli attori sociali e tutte le rappresentanze politiche”.

Napolitano ha quindi fatto presente che “rispetto ad allora, quello della disoccupazione giovanile non è un problema puramente italiano. Il più importante settimanale internazionale di economia, The Economist, è uscito con una copertina e un editoriale il cui titolo è “Una generazione senza lavoro”: si parla di 26 milioni di giovani solo nei paesi del mondo cosiddetto ricco che non sono più nel processo formativo, non stanno facendo addestramento e non hanno lavoro; nell’insieme, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha fatto la cifra di 75 milioni di giovani disoccupati, qualcosa di simile alla popolazione di un grande paese. La verità – ha sottolineato il Presidente Napolitano – è che sono cambiate le tecnologie, sono cambiati i termini della competizione, si è colto molto in ritardo il rischio di un dilagare della disoccupazione giovanile sia in Occidente sia anche nei paesi emergenti o in una parte di essi, e in Italia questo problema lo sentiamo molto acutamente e drammaticamente”.

Quanto a cosa si può fare per restituire fiducia ai giovani che si sentono trascurati da una politica che avvertono come lontana e indifferente, secondo Napolitano “si deve innanzitutto garantire la massima attenzione da parte delle Istituzioni – Governo, Parlamento e anche Regioni ed Enti locali – per la condizione dei giovani che rischia davvero di essere molto critica: ci si sente privi di prospettive, e si deve reagire anche a questo stato d’animo, a questa deriva psicologica. Certamente non bastano le assicurazioni, ma intanto credo che già solo il mettere l’accento sul problema serva, e poi occorrono decisioni, scelte concrete come quelle di cui proprio in questo momento si sta parlando in Italia e in Europa”.

Relativamente alla sfiducia riscontrata tra i ragazzi che lamentano che in Italia le raccomandazioni continuano a contare molto più del merito, il Capo dello Stato ha sottolineato che questo “è un aspetto grave e deteriore, però il problema della disoccupazione giovanile ha delle dimensioni tali che non è scalfito se non in misura irrilevante dall’assunzione per raccomandazione. Anche se questa pratica continua, ed è da combattere e da sradicare, ormai è soltanto un piccolo tassello del problema. La verità è che ci sono milioni e milioni di giovani che, né con la raccomandazione, né senza raccomandazione, riescono a trovare lavoro”.

Alla domanda sulla preoccupazione che tanti giovani laureati, specializzati, cerchino fortuna altrove, il Presidente Napolitano ha risposto: “Credo si tratti di una reazione naturale alle difficoltà che si incontrano in Italia, e penso, in modo particolare, a giovani che coltivano campi di ricerca anche dopo la laurea e non hanno possibilità di sbocco qualificato. Naturalmente – ha aggiunto il Capo dello Stato – è una libera scelta quella di cercare all’estero opportunità di lavoro che spesso si trovano davvero in misura maggiore e in modo più semplice che in Italia. La questione è creare le condizioni perché possano tornare, e in questo senso varie norme di legge già sono state approvate : una in particolare per iniziativa di due parlamentari (allora erano semplici parlamentari) degli opposti schieramenti, l’onorevole Enrico Letta, attualmente Presidente del Consiglio, e l’onorevole Maurizio Lupi, attualmente Ministro del governo Letta”.

Per il Capo dello Stato, continuare a disperdere queste energie giovani, è “una perdita secca per l’Italia, anche perché l’Italia si accolla il costo della formazione di questi giovani fino alla laurea e poi deve deprivarsi di queste fondamentali energie. Quindi è importante creare le condizioni perché trovino lavoro qui, o perché possano tornare qui occupandosi in modo adeguato. Non si tratta di mettere dei divieti, non si tratta di resistere nemmeno a quella che può essere una normale circolazione dei giovani fuori del nostro paese – soprattutto se ha carattere temporaneo – al fare un’esperienza, a qualificarsi ulteriormente all’estero: questo è assolutamente fisiologico. Abbandonare per sempre il paese e non vedere la possibilità di tornare in Italia, questo è il fatto patologico”.

Sulle misure che varerà il governo relative all’occupazione giovanile e, in particolare, sulla cosiddetta “staffetta generazionale”, il Presidente Napolitano ha detto: “Questo è un tema a cui si sta lavorando con la dovuta attenzione, senza precipitare decisioni che non abbiano un solido fondamento. È comunque da seguire con grande serietà l’esperienza che si sta facendo in Francia, dove anche il Presidente Hollande ne ha parlato di recente: si dà rilievo ai cosiddetti “contratti di generazione”, il passaggio del testimone da un anziano a un giovane nei luoghi di lavoro. Vedremo se ci sono le condizioni per fare qualcosa di simile anche in Italia, lo vedrà il governo”.

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