Data odierna 18-11-2017

Giorgio Napolitano, dodicesimo Presidente della Repubblica e primo Capo dello Stato italiano rieletto, ha giurato davanti al Parlamento in seduta comune. La campana grande del torrino del Palazzo ha suonato...

Napolitano giura e si commuove: ‘Riforme’

Giorgio Napolitano, dodicesimo Presidente della Repubblica e primo Capo dello Stato italiano rieletto, ha giurato davanti al Parlamento in seduta comune.

La campana grande del torrino del Palazzo ha suonato a distesa al suo arrivo. Ad accogliere il Presidente i Presidenti del Senato Pietro Grasso e della Camera Laura Boldrini ed un picchetto d’onore. Napolitano è arrivato, scortato da quattro carabinieri in moto, sulla Lancia Thesis della Presidenza della Repubblica.

Il Capo dello Stato è entrato a Montecitorio, accompagnato dai Presidenti del Senato e della Camera. A riceverlo i commessi di Camera e Senato, schierati in alta uniforme lungo tutto il percorso che il Presidente percorrerà, attraverso il corridoio d’onore fino al Transatlantico e, dopo la presentazione agli uffici di presidenza di Camera e Senato, in Aula.

Giorgio Napolitano ha sottoscritto questa mattina l’atto di dimissioni dalla carica di Presidente della Repubblica da lui assunta il 15 maggio del 2006, nell’imminenza del giuramento che presterà oggi pomeriggio dinanzi alle Camere riunite quale Presidente rieletto. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato gli uffici di presidenza di Camera e Senato, prima dell’ingresso nell’aula di Montecitorio per il giuramento. Napolitano, accolto all’ingresso dai presidenti delle Camere, Laura Boldrini e Pietro Grasso, ha poi attraversato il corridoio d’onore, dove si è sfilato il cappotto, ed è giunto nel Transatlantico tra due ali di assistenti parlamentari in alta uniforme. L’incontro con i componenti degli uffici di presidenza è in corso nella Sala del Governo adiacente all’Aula.

Giorgio Napolitano ha ringraziato il Parlamento in seduta comune per “avermi con così largo suffragio eletto Presidente della Repubblica. E’ un segno di rinnovata fiducia – sono le sue prime parole dopo giuramento – che raccolgo comprendendone il senso”.

La rielezione a capo dello Stato “sottopone a seria prova le mie forze”, ha aggiunto Napolitano ringraziando il parlamento in seduta comune e dicendo di apprezzare “in modo particolare che mi sia venuto da tante e tanti nuovi eletti che appartengono a una generazione così distante, e non solo anagraficamente, dalla mia.

Nel voto per la mia rielezione “si é riflesso qualcosa che mi tocca ancora più profondamente : e cioé la fiducia e l’affetto che ho visto in questi anni crescere verso di me e verso l’istituzione che rappresentavo”. E’ un passaggio dell’intervento di Giorgio Napolitano, che si è visibilmente commosso.

“Fiducia e affetto che ho visto in questi anni crescere verso di me e verso l’istituzione che rappresentavo tra grandi masse di cittadini, di italiani – uomini e donne di ogni età e di ogni regione – a cominciare da quanti ho incontrato nelle strade, nelle piazze, nei più diversi ambiti sociali e culturali, per rivivere insieme il farsi della nostra unità nazionale”.

“Occorre grande attenzione di fronte a esigenze di tutela della libertà e della sicurezza da nuove articolazioni criminali e da nuove pulsioni eversive, e anche di fronte a fenomeni di tensione e disordine nei rapporti tra diversi poteri dello Stato e diverse istituzioni costituzionalmente rilevanti”.

“Né si trascuri di reagire a disinformazioni e polemiche che colpiscono lo strumento militare, giustamente avviato a una seria riforma, ma sempre posto, nello spirito della Costituzione, a presidio della partecipazione italiana – anche col generoso sacrificio di non pochi nostri ragazzi – alle missioni di stabilizzazione e di pace della comunità internazionale”.

“Le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando”. E’ un passaggio dell’intervento pronunciato da Giorgio Napolitano, a Montecitorio, in cui cita un suo intervento dell’agosto 2011 sottolineando che sono parole ancora attuali.

“Imperdonabile resta la mancata riforma della legge elettorale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica. “La mancata revisione di quella legge ha prodotto una gara accanita per la conquista, sul filo del rasoio, di quell’abnorme premio, il cui vincitore ha finito per non riuscire a governare”.

“Non meno imperdonabile resta il nulla di fatto in materia di sia pur limitate e mirate riforme della seconda parte della Costituzione, faticosamente concordate e poi affossate, e peraltro mai giunte a infrangere il tabù del bicameralismo paritario”. Lo afferma Giorgio Napolitano nel suo discorso di insediamento in Parlamento.

- “Apprezzo l’impegno con cui” il M5s “ha mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l’influenza che gli spetta: quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento”.

“La rete” offre inedite possibilità politiche, “ma non c’é partecipazione realmente democratica” senza il tramite di “partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all’imperativo costituzionale del ‘metodo democratico’”. Lo afferma il capo dello Stato Giorgio Napolitano.

“Le forze rappresentate in Parlamento, senza alcuna eccezione, debbono comunque dare ora” il loro “apporto alle decisioni da prendere per il rinnovamento del Paese. Senza temere di convergere” sulle soluzioni. Così il capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Occorre un’apertura nuova, un nuovo slancio nella società ; occorre un colpo di reni. Lo afferma Giorgio Napolitano parlando alla Camera e facendo riferimento al Mezzogiorno.

Il presidente della Repubblica sottolinea la necessità di “far progredire l’Europa unita, contribuendo a definirne e rispettarne i vincoli di sostenibilità finanziaria e stabilità monetaria, e insieme a rilanciarne il dinamismo e lo spirito di solidarietà, a coglierne al meglio gli insostituibili stimoli e benefici”.

Ovazione bipartisan per il rieletto Capo dello Stato Giorgio Napolitano da parte dei Grandi elettori. Dall’emiciclo della Camera si leva anche qualche un flebile coro: ‘Giorgio, Giorgio’. I grillini si alzano ma non applaudono anche questa volta.

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