Data odierna 22-10-2017

“Se non c’é il lavoro, il Paese non si salva“: così il premier Enrico Letta, al congresso della Cisl, assicurando “l’impegno a lavorare incessantemente per rimetterlo al...

Napolitano, drammatica caduta occupazione giovanile

Se non c’é il lavoro, il Paese non si salva“: così il premier Enrico Letta, al congresso della Cisl, assicurando “l’impegno a lavorare incessantemente per rimetterlo al centro di tutte le politiche del Paese”.

“Riuscire a tenere insieme la prioritaria difesa dei diritti e della dignità del lavoro con l’individuazione degli interventi e degli strumenti innovativi per superare la drammatica caduta dell’occupazione specie giovanile”. Così il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nel messaggio alla Cisl: questa la “sfida” davanti ai sindacati.

“Le organizzazioni sindacali – scrive Napolitano nel messaggio al segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni – si trovano di fronte a una sfida di grande complessità: si tratta di riuscire a tenere insieme la prioritaria difesa dei diritti e della dignità del lavoro con l’individuazione degli interventi e degli strumenti innovativi necessari per superare, attraverso l’aumento della produttività e della competitività dell’economia italiana e anche attraverso il ricorso a forme coraggiose di solidarietà, la drammatica caduta dell’occupazione specie giovanile“. “Nel solco di una consolidata tradizione sindacale improntata al dialogo e ispirata a una responsabile visione delle esigenze del Paese – prosegue il presidente della Repubblica – la scelta del tema centrale del congresso”, che ha lo slogan ‘L’Italia della responsablità, “conferma l’impegno della Cisl ad offrire il proprio contributo per il superamento di acute emergenze e di profondi fattori di crisi e, quindi, per la costruzione di solide basi per un’Italia più giusta, più aperta e socialmente coesa”.

Lo “scenario economico e sociale” é “difficile”, su questo “gravano i pesanti effetti della persistente recessione”, ha scritto ancora il presidente della Repubblica.

“La situazione economica e sociale é al limite del collasso”. Occorre “una svolta”: lo dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, aprendo il XVII congresso confederale. L’obiettivo è “uno choc fiscale finalmente positivo, un taglio forte delle tasse” sui redditi da lavoro e pensione e per le imprese che assumono e investono.

La “madre di tutte le battaglie, madre di tutti i nostri guaì, dice Bonanni, “rimane” la questione fiscale. “Bisogna ridurre le tasse sui redditi da lavoro e pensione. Ma anche alle imprese che investono e assumono i giovani e i disoccupati. Dobbiamo farlo subito per dare una spinta forte all’economia ed ai consumi. Lo diciamo al presidente del Consiglio Letta e ai partiti che lo sostengono. E gli diciamo anche che occorre introdurre un nuovo assegno familiare e il credito di imposta per gli incapienti”. Le risorse, sottolinea il leader della Cisl, “possono venire dalle ‘flessibilita” che l’Unione europea deve concederci, dal risparmio sugli interessi con la discesa dello spread e dalla riduzione delle troppe agevolazioni fiscali e detrazioni senza alcuna finalità sociale. Si devono anche tassare di più i grandi patrimoni immobiliari e finanziari. E dobbiamo vendere il patrimonio del demanio pubblico”. Ma il Governo, prosegue, “deve bloccare ulteriori aumenti delle tasse locali. Non è possibile continuare così. Ci vuole finalmente un coordinamento tra tassazione nazionale e locale”. Bonanni insiste anche sulla necessità di “incrementare le pene per gli evasori” fiscali.

“Se il governo pensa ad un ‘decreto del fare’, noi rispondiamo: bene. Ma facciamolo insieme! Anche per scongiurare gravi errori”, come accaduto. Bonanni, che avverte: “Diciamo subito che le decisioni non potranno essere calate dall’alto, senza un confronto sociale”. A cominciare dal mercato del lavoro.

Per Bonanni “il Governo e le forze politiche devono cogliere il clima nuovo che abbiamo saputo costruire con il recente accordo sulla rappresentanza tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria”. “Nelle prossime settimane – precisa – pensiamo di fare lo stesso accordo anche con tutte le altre associazioni imprenditoriali”. Bonanni ricorda come con l’intesa raggiunta il 31 maggio sulla rappresentanza sia stato compiuto “un passo che senza enfasi si può definire storico e farà molto bene al lavoro italiano e all’intero Paese”.

E’ “uno scandalo” il blocco della rivalutazione delle pensioni sopra i 1.400 euro mensili, dice Bonanni indicando anche la necessità per gli esodati di trovare “una soluzione definitiva, per evitare che ci siano lavoratori privilegiati ed altri penalizzati”. “Nel 2014, lo ricordiamo, scade il blocco in atto delle rivalutazioni delle pensioni. Nessuno pensi di decidere alcunché senza un confronto preventivo con il sindacato. Non possiamo tollerare la politica di due pesi e due misure. Qualcuno deve spiegarci perché l’Alta Corte ha ritenuto incostituzionale il taglio delle retribuzioni e delle pensioni dei super burocrati dello stato che prendono centinaia di migliaia di euro all’anno. Ed è invece normale non rivalutare al costo della vita le pensioni sopra le 1400 euro al mese. Lorde! Questo è uno scandalo!”.(ansa)

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