Data odierna 23-10-2017

“I parlamentari del MAIE, cioè la senatrice Mirella Giai e il sottoscritto, sono completamente autonomi ed indipendenti dalle scelte dei LiberalDemocratici”.  La crisi nella maggioranza...

“I parlamentari del MAIE, cioè la senatrice Mirella Giai e il sottoscritto, sono completamente autonomi ed indipendenti dalle scelte dei LiberalDemocratici”.  La crisi nella maggioranza ha scatenato la ricerca di nuovi alleati del governo, specialmente alla Camera, dove i numeri del gruppo del premier Berlusconi avrebbero subito un’emorragia di deputati, passati nelle file del nuovo gruppo Futuro e Libertá del presidente dei Deputati, Gianfranco Fini.

Uno dei laghi dove sarebbero andati a pescare gli uomini del premier è il gruppo misto della Camera, al quale è iscritto il deputato Ricardo Merlo del Maie, eletto nella Circoscrizione Estero, nella ripartizione America meridionale.

Abbiamo preso contatto con l’on. Merlo che si stava recando a Roma per partecipare alle ultime sedute della camera prima della pausa estiva . Su di lui sono puntati i riflettori della stampa italiana che ha parlato delle negative di Merlo agli “avances” degli uomini del premier, riportate sia dal Corriere della Sera che da Repubblica.

Da parte sua il quotidiano “L’Italiano”, prima si è posto la domanda se non sarebbe Merlo la ruota di scorta del governo, per poi scrivere che il deputato nato a Buenos Aires avrebbe messo come condizione il ripristino dei fondi tolti dalla Finanziaria ai capitoli del bilancio destinati agli italiani all’estero, una condizione impossibile per un governo nel quale, dal punto di vista dei fondi, i dinieghi del ministro Tremonti contano  più della volontá del premier di conquistare alleati.

“Siamo stati avvicinati, interpellati da persone e colleghi che hanno detto di parlare a nome di Berlusconi – ci ha detto l’on. Merlo – che ci hanno fatto delle proposte, ma alle quali abbiamo subito detto che non eravamo disponibili a cambiare la nostra linea politica”.

A cosa si riferisce specificamente?

“Non possiamo passare da un giorno all’altro ad appoggiare un governo sul quale abbiamo ripetutamente manifestato il nostro dissenso, su molti fronti, a cominciare da quello della politica per gli italiani all’estero” – spiega Merlo. “E non possiamo farlo per una questione di coerenza, perché il Maie ha impostato una linea politica, ed ha una linea di condotta e la gente, gli italiani all’estero, quanti ci hanno votato, non capirebbero il cambiamento”. “Oltretutto – prosegue Merlo – cambiare atteggiamento col governo, in un quadro di crisi cosí, solo potrebbe arrecare danno agli italiani all’estero e alla loro immagine in Italia”.

Ma il Maie – chiediamo – non aveva un accordo con i Liberaldemocratici dell’on. Daniela Melchiorre che, da quel che abbiamo letto, sembra disposta ad appoggiare il governo?

Con il Liberaldemocratici avevamo fatto una componente, che non è un gruppo parlamentare, ma un accordo più aperto, meno impegnativo. Se gli on. Melchiorre e Tanoni sono disposti a cambiare atteggiamento col governo , sono fatti loro, noi non condividiamo le loro analisi e continuiamo per la nostra strada. Anche perché, ripeto, vogliamo mantenere la nostra coerenza e oltretutto non possiamo essere d’accordo con un governo che con la sua politica ha colpito fortemente e negativamente gli italiani all’estero.

Abbiamo letto che lei tornerebbe in Italia se si votasse la sfiducia al governo.

No, noi abbiamo detto che nelle votazioni importanti con la senatrice Giai continueremo a votare contro, secondo gli orientamenti politici del Maie. Ma è chiaro che se il governo chiedesse – per fare un esempio – l’approvazione della trasmissione della cittadinanza da parte delle donne prima del ‘48 o mandasse qualsiasi  progetto in favore degli  italiani all’estero, voteremo favorevolmente”.

Più in generale, come vede questa crisi, Berlusconi ha fatto male i calcoli o c’è qualcosa sotto?

“Credo che la domanda da porsi è che cosa c’è che non funziona nel sistema italiano. Perché questo governo, che aveva una maggioranza schiacciante in Parlamento, costituito da due partiti, si trova dopo poco più di due anni di legislatura, nella stessa situazione del governo Prodi, che era una coalizione di nove partiti, caduto due anni dopo essere stato eletto. Evidentemente c’è qualcosa di fondo che no sta funzionando col bipolarismo. E credo che sia azzeccata la nostra linea politica che promuove la ricerca di intese, nell’area di centro, una proposta che sta portando avanti l’Udc con la quale abbiamo un eccellente rapporto. Proprio Casini, ma anche altri leader politici, stanno guardando con grande interesse la proposta del MAIE, perché vedono che rappresentiamo una alternativa, che veramente  rappresentiamo una importante realtá degli italiani all’estero, quale è l’associazionismo”

“Il presidente Fini ci ha fatto sapere che vuole parlare con noi e lo faremo  al mio ritorno a Roma. Ascolteremo quanto il presidente della Camera avrá da dirci e ribadiremo il nostro messaggio di coerenza con la strategia politica del nostro movimento, in favore dell’Italia e degli Italiani all’estero”.

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