Data odierna 22-06-2017

Qualunque cosa accadra’ lunedi’ alla Corte suprema di New Delhi, la linea da tenere la decidera’ “la squadra, presieduta dal premier Enrico Letta, con decisioni che tutti dovranno...

Marò, Bonino frena Mauro: La linea la decide Letta

Qualunque cosa accadra’ lunedi’ alla Corte suprema di New Delhi, la linea da tenere la decidera’ “la squadra, presieduta dal premier Enrico Letta, con decisioni che tutti dovranno seguire”. Da Gibuti, Stato nel cuore del Corno d’Africa, strategico per la lotta alla pirateria e al terrorismo, il ministro degli Esteri Emma Bonino replica alle dichiarazioni di ieri del collega della Difesa Mario Mauro, che ha minacciato il ritiro dalle missioni antipirateria qualora Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non dovessero tornare in Italia “con pieno onore”. Come governo, insiste Bonino, “bisogna agire in modo coerente e disciplinato” e mandare all’India “messaggi univoci”. Una unita’ che “con un lavoro diplomatico lungo e impegnativo, anche se molto discreto”, ci ha fatto guadagnare il sostegno “affatto scontato” dell’Ue (di cui molti Paesi hanno “rapporti profondi” con l’India) e degli Stati Uniti: “Una solidarieta’ – ha sottolineato il capo della diplomazia italiana – che spero possa essere un segnale anche per l’India”. Un messaggio, quello della titolare della Farnesina, che non basta a spegnere la polemica interna scoppiata da settimane.

“La nave affonda e i topi scappano. Dopo mesi di assenza ingiustificata del ministro degli Esteri italiano sulla vicenda dei maro’, finalmente sappiamo qualcosa”, ha ribattuto alle parole del ministro il presidente di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa, per il quale “Bonino scappa dalle sue responsabilita’ e si rifugia nel ‘decide Letta’ che peraltro finora non ha deciso nulla”. “Se dopo il 10 febbraio i fucilieri della Marina non saranno restituiti all’Italia come dicono di aver chiesto all’India – ha insistito l’ex ministro della Difesa – il governo dovra’ compiere atti drastici o dimettersi. Ma ora almeno e’ chiaro a chi appartengono le decisioni”. A Gibuti, stretto tra la Somalia e l’Eritrea e a pochi chilometri di mare dallo Yemen, Bonino ha visitato la base militare italiana che diventera’ operativa dal primo marzo per il supporto logistico proprio a quelle missioni antipirateria della Nato (Ocean Shield) e dell’Ue (Atlanta) e a quelle operazioni a difesa delle navi commerciali, proprio come quella Enrica Lexie su cui erano imbarcati due anni fa i maro’ accusati della morte di due pescatori indiani scambiati per pirati.

“Non sono terroristi ne’ tantomeno pirati”, ha tuonato Bonino sull’ipotesi che i due militari vengano processati in base alla Sua Act, la legge indiana anti-terrorismo e anti-pirateria. Non basta al governo italiano che New Delhi abbia escluso l’eventualita’ di una condanna a morte (prevista dal Sua Act): procedere in base a questa legge significherebbe di fatto etichettare come terroristi tutti i militari italiani, e quindi l’Italia stessa. Nella piccola Repubblica africana, la titolare della Farnesina ha incontrato il presidente Ismail Omar Guelleh e il ministro della Giustizia, Ali Farah Assoweh. “Bisogna utilizzare questi rapporti per mettere un argine alla pirateria ed al terrorismo che si ripercuotono sulle nostre coste”, ha detto il ministro degli Esteri, annunciando un progetto con i gibutini anche sull’immigrazione che sara’ una delle priorita’ del semestre di presidenza italiano dell’Unione europea.

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