Data odierna 24-09-2017

“Sulle delicate questioni dell’informazione per gli italiani all’estero, debbo rilevare con sincero rammarico che il Governo ancora una volta pensa di cavarsela con un ‘non pervenuto’....

“Sulle delicate questioni dell’informazione per gli italiani all’estero, debbo rilevare con sincero rammarico che il Governo ancora una volta pensa di cavarsela con un ‘non pervenuto’. Con queste parole deputato del Pd Gino Bucchino, eletto nella ripartizione America meridionale e centrale  commenta la risposta data dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica a nome del Governo ad un’interrogazione a risposta scritta presentata dallo stesso Bucchino e dagli eletti all’estero del Pd Porta, Farina, Fedi, Garavini e Narducci,  il 26 giugno scorso.

Nell’interrogazione si chiedeva alla presidenza del Consiglio di recuperare al più presto le risorse per la stampa italiana all’estero dimezzate dal provvedimento “Mille proroghe”, di adottare nuovi e più sicuri criteri di distribuzione dei contributi per la stampa italiana nel mondo e quali controlli fossero stati adottati dalla presidenza del Consiglio e dal Mae, a seguito delle posizioni critiche assunte dal Comites Montreal sui  finanziamenti per “Il Cittadino Canadese”.

Nella risposta il sottosegretario agli Esteri Mantica ha precisato come “La stampa periodica italiana all’estero goda delle provvidenze erogate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria (Die), previste dall’articolo 26 della legge n. 416 del 1981 e successive modifiche. Le procedure amministrative in materia sono desunte dal decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1983, n. 48, che all’articolo 1 istituisce un’apposita Commissione con il compito di accertare la sussistenza dei requisiti di ammissione, relativamente ai due ambiti delle testate edite e diffuse all’estero, nonché di quelle edite in Italia e diffuse prevalentemente all’estero. Le richieste di contributo – spiega Mantica – vengono avanzate dagli editori interessati entro il termine del 31 marzo, ciascun anno relativamente alle pubblicazioni dell’anno precedente. Per quanto riguarda le testate edite all’estero, l’istanza viene presentata all’autorità diplomatico-consolare competente, la quale è tenuta a fornire ‘indicazioni relative alla tiratura’ (ai sensi dell’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 48 del 1983). Si precisa che, a partire dai contributi relativi all’anno 2005, le istruzioni del Dipartimento per l’informazione e l’editoria prevedono che tale indicazione sulla tiratura debba essere completata dalle fatture emesse dalla tipografia che stampa il periodico, unitamente alla documentazione attestante l’acquisto della carta e delle spedizioni. Successivamente, le istanze in parola vengono inoltrate alla direzione generale per gli Italiani all’Estero, che a sua volta le trasmette all’ufficio competente del Die, ai fini del relativo esame istruttorio, propedeutico alle valutazioni che la Commissione per la stampa italiana all’estero formula nella propria riunione annuale. La richiesta di contributo presentata per il 2009 dalla pubblicazione settimanale “Il Cittadino canadese” attiva nella circoscrizione consolare di Montreal, – conclude Mantica – come tutte le altre analoghe richieste, è stata trattata secondo la procedura sopra descritta. Pertanto, le osservazioni del locale Comites, come pure tutti gli elementi relativi alla richiesta di tale testata pervenuti dal Consolato generale a Montreal, sono stati trasmessi al competente Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Una risposta, quella di Mantica, che, secondo Bucchino non fornisce riferimenti concreti e quindi conferma la politica per gli italiani all’estero, portata avanti dal Governo negli ultimi due anni, ispirata al principio del “non sento, non parlo, non vedo”.

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