Data odierna 11-12-2017

Berna, San Gallo e Zurigo hanno ospitato, il 19 novembre scorso, in contemporanea, le manifestazioni di protesta dei docenti in forza agli Enti gestori e delle associazioni dei genitori dei ragazzi che...

Manifestazioni in Svizzera contro i tagli ai corsi di Lingua a cultura italiana

Berna, San Gallo e Zurigo hanno ospitato, il 19 novembre scorso, in contemporanea, le manifestazioni di protesta dei docenti in forza agli Enti gestori e delle associazioni dei genitori dei ragazzi che frequentano i corsi di lingua e cultura italiana.

Coordinate dal Gruppo DES, alle tre manifestazioni di protesta contro i tagli al finanziamento operato dal MAE per i corsi, hanno partecipato anche rappresentanti dei Comites, parlamentari eletti nella circoscrizione estero e rappresentanti di organizzazioni svizzere che difendono l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole elvetiche. Alle manifestazioni hanno preso parte complessivamente circa 600 cittadini fra connazionali, simpatizzanti e docenti svizzeri; senza contare quanti hanno espresso la loro solidarietà attraverso la rete internet.

“I tagli pesantissimi che il Ministero degli Affari Esteri sta operando da tre anni in modo mirato sugli Enti Gestori, – scrivono Rosanna Chirichella, Francesco Margarone e Egidio Stigliano, Coordinatori Gruppo DES – hanno già provocato una sostanziale riduzione dei corsi e con quelli preannunciati per il prossimo triennio si assisterà al dimezzamento del servizio. Inoltre, si colpisce l’anello debole della catena, i docenti degli Enti gestori: proprio quei docenti che dal 1993 hanno consentito, nonostante l’evidente damping salariale, di mantenere in piedi i corsi e addirittura di ampliare la partecipazione”.

Alla fine della manifestazione sono state consegnate presso i locali uffici consolari i documenti finali firmati, con la richiesta d’inoltro alle Superiori Autorità e alle massime cariche dello Stato.

“È spiaciuto constatare – concludono i Coordinatori Gruppo DES – come, all’interesse della comunità si sia contrapposto il disinteresse assoluto delle autorità scolastiche, consolari e diplomatiche italiane. Una situazione che lede ancor più l’immagine dell’Italia già tristemente offuscata in questi ultimi tempi nel mondo. Ciò nonostante, ci si augura di essere ricevuti dall’ambasciatore, in qualità di organo superiore alle circoscrizioni consolari, al più presto possibile”

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