Data odierna 20-09-2017

“”Abbiamo constatato che non esistono più i margini per un vero lavoro comune e, per questo motivo, abbiamo dato la nostra disponibilità per approvare i provvedimenti più urgenti in una...

Malan: Si torni al voto, questo governo è finito

“”Abbiamo constatato che non esistono più i margini per un vero lavoro comune e, per questo motivo, abbiamo dato la nostra disponibilità per approvare i provvedimenti più urgenti in una settimana. Dopo di che occorrerà far nascere un nuovo governo per il Paese”.

Con queste parole il senatore PdL Lucio Malan spiega a Italiachiamaitalia.it, quotidiano online diretto da Ricky Filosa, i motivi che hanno spinto i ministri berlusconiani a lasciare l’esecutivo Letta. “Abbiamo fatto tutto il possibile per scongiurare un aumento delle tasse, che è stata la nostra prima promessa elettorale, ma dal Pd non c’è stato ascolto. È evidente – sottolinea Malan – che non ci sono più i presupposti per governare insieme; noi abbiamo degli obiettivi, loro ne hanno altri”.

“Le vicende personali di Berlusconi non hanno influito sulle decisioni degli ultimi giorni?

“La vicenda di Berlusconi non c’entra nulla, lo dimostra il fatto che la nostra decisione di abbandonare il governo non può influenzare il voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore che potrebbe essere votata persino a Camere sciolte. Nemmeno le decisioni e i tempi della magistratura cambiano in base alla nostra presenza o meno in maggioranza”.

Il PdL è a rischio implosione?

“No, il Pdl non implode. Al contrario, all’incontro di lunedì sera si è registrata una forte unità di intenti sulle proposte di Berlusconi che, a sua volta, ha riconosciuto che le dichiarazioni dei ministri Pdl erano comprensibili e animate da buone intenzioni. Sappiamo bene, come hanno sottolineato alcuni ministri, che dovremo spiegare ai nostri elettori tutti i cambiamenti operati in queste poche ore”. Secondo Malan “Forza Italia esce rafforzata e unita da tutto ciò che sta accadendo e questo proprio perché Berlusconi ha sentito tutti i membri del partito e ha valutato tutti i possibili punti di vista”.

Per il senatore azzurro “l’ideale è che i governi durino l’intera legislatura, come abbiamo fatto noi stessi in passato. Nel momento in cui, però, si constata che non si è più operativi, passare a un’altra fase è segno di responsabilità, le elezioni sono un fatto strutturale e democratico. Lo stesso Pd aveva esitato nel creare un governo di larghe intese, si poteva fare di più, ma alcune cose sono state portate a termine. Non abbiamo perso sei mesi di tempo e quello che rimane da completare sarà portato avanti nei prossimi giorni. Non dimentichiamo che anche a Camere sciolte si possono approvare i decreti”.

Andare al voto col Porcellum potrebbe voler dire ottenere la stessa situazione confusa dopo le elezioni. Malan risponde così: “Certamente ogni legge elettorale ha il suo modo di ripartire i seggi. Per evitare ciò che è successo a febbraio bisogna esaminare la possibilità di effettuare un’opportuna modifica sui problemi evidenziati dalla Corte Costituzionale e, per questo, basta un emendamento di poche righe. Finora non siamo riusciti a modificare la legge elettorale perché cercavamo di portare avanti una grande riforma complessiva e, purtroppo, non siamo riusciti a trovare un accordo. Su questo piccolo emendamento di correzione, invece, nessuno avrà da ridire, anche perché è la stessa Corte a richiederlo”.

Insomma, il PdL vuole il ritorno alle urne prima possibile: “Auspichiamo le elezioni perché non ci sono più i presupposti per mantenere in vita il governo. Se da mercoledì dovesse uscire fuori un esecutivo poggiato su qualche senatore fuoriuscito, ci troveremmo di nuovo in una situazione di inoperatività e inutilità”.

E “se si andrà alle elezioni dovremo scegliere un uomo o una donna di punta, indipendentemente dal cognome. Alfano è una delle opzioni”. Malan è convinto “che Alfano sia un politico capace, bravo nel comunicare e in grado di svolgere i suoi compiti con buoni risultati, lo ha dimostrato sia come ministro della Giustizia che agli Interni. È un uomo di punta nel partito, tutto il resto sarà stabilito al momento opportuno””. (aise)

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