Data odierna 12-12-2017

E fu così’ che un bel giorno anche nel PdL UK venimmo a sapere che improvvisamente bisognava scegliere se stare “di qui” o “di lì’”, con un nuovo “lì’”...

E fu così’ che un bel giorno anche nel PdL UK venimmo a sapere che improvvisamente bisognava scegliere se stare “di qui” o “di lì’”, con un nuovo “lì’” rappresentato dalla terza Carica dello Stato. Addirittura. E quel bel giorno vide un bel pezzo (nel senso di numericamente consistente, non nel senso delle fattezze fisiche) della dirigenza PdL nel Regno Unito decidere di “andare di lì’”.

Inutile nascondere la sorpresa, il disappunto, il generale colpo all’entusiasmo e il senso di improvviso vuoto, che per quanto grande o piccolo che sia. si fa sicuramente sentire. Avere un mignolo fasciato, si sa, significa scoprire l’importanza del mignolo. Averne uno di colpo mozzato, significa imparare a farne a meno.

Cosa facevano, quei mignoli? Si occupavano di rapporti con la “vecchia emigrazione”. Ora ci dicono, voi non avete nessuno che si occupi di “vecchia emigrazione”. E bravi! Come se un generale d’altri tempi avesse dato il comando della la cavalleria a uno dei suoi ufficiali, e questi, dopo aver disperso la cavalleria e disertato, incolpasse il generale di..non avere più la cavalleria. Anzi, di non avere più un esercito, come se la presenza sul territorio si svolgesse secondo un canale unico, solo e soletto (a proposito, questo spiega le recenti, fantasiose dichiarazioni riguardo la nostra “scomparsa”).

Cosa c’era da fare, allora, “passare di lì’”? Ma parliamo un po’ dei Filini: chiamati cosi’ perche’ quelli di Futuro e Liberta’ si dicono “futuristi”, forse andrebbero indicati come finiani, o fliniani, ma a me ricordano invece l’occhialuto, troppo entusiasta, inconcludente e pasticcione ragioniere dei film di Fantozzi. A tutta prima, i Filini si sono adoperati in un voltafaccia improvviso e ingiustificato, che porterà gran parte della loro rappresentanza in Parlamento a un ritorno alla vita civile alle prossime elezioni. In inglese si dice, ecco i tacchini che votano per Natale: in Italia si potrebbe dire, ecco gli agnelli che votano per anticipare la Pasqua.

Cosa vogliono, i Filini? Di sicuro, non vogliono rispettare il mandato degli elettori. Non saranno i primi, non saranno gli ultimi nell’Italia del trasformismo, pratica ottocentesca che hanno deciso di rinverdire per il ventunesimo secolo (sarebbe forse questo, il “Futuro”!!!).

Dicono i Filini, voi avete Cosentino. Ma se andiamo oltre gli slogan, qualcuno mi può spiegare perché l’on. Cosentino non era un problema, fino a poche settimane fa? Si dice in Calabria, ecco i “porci puliti”, che fino a ieri si rotolavano nel fango e adesso improvvisamente si danno l’aria dei gran signori. A noi che ci sporchiamo ancora rimarrà la consolazione del pensare che chi ritenga che la malavita organizzata sia un problema di questo o di quel parlamentare, di questo o di quel partito, o anche di questa o di quella regione, si vede che non ha affrontato, studiato, capito il problema della malavita organizzata e farebbe meglio a occuparsi delle sue bambole di stoffa, e delle sue figure di cartone.

Dicono i Filini, non c’era democrazia nel PdL. Magari lo “dimostrano” per poi accusare questo o quel Parlamentare del PdL di non aver votato troppo spesso con il Governo (eh? Ma allora, la democrazia interna esisteva, ed esiste…). La logica suggerirebbe comunque che uno prima faccia delle proposte, poi se le veda insabbiate e censurate, e solo allora denunci che non ci sia democrazia. I futuristi invece, vivendo nel futuro, vogliono darla a bere che abbia senso fare le cose al contrario, cominciando dalla denuncia. Dulcis in fundo, adesso troviamo i cari Filini sempre disponibili a manifestare, in una specie di supermercato del consenso dove tutto va bene purché vada contro il Governo. Purtroppo pero’ si tratta storicamente dei tratti caratteristici di chi non sa governare (le differenze dei toni e delle azioni del Pres. Fini rispetto ai Filini, sono finanche troppo evidenti).

Cosa vogliono, i Filini? Non ho capito, e penso non l’abbia capito nessuno. Sembra evidente che non vogliono essere loro gli ultimi con il “cerino” in mano, quelli che saranno additati al pubblico ludibrio per aver causato le elezioni anticipate, e questa preoccupazione del cerino prende in loro la precedenza rispetto a tutto, incluso l’improvviso odio antiberlusconiano.

A proposito…a sinistra, tanto per cambiare, si parla solo di Berlusconi. Ecco, se io fossi un fanatico berlusconiano mi iscriverei al PD immediatamente, perché’ come lo adorano da quelle parti, dove viene descritto alla pari con l’Onnipotente se non di più’, e’ roba che non si vedrebbe neanche a un convegno di acerrimi cloni Brambilla/Bondi. E all’IdV, e’ anche peggio.

Cosa resta da fare, dunque? Naturale, a livello PdL UK, il rinforzare il legame con i due Parlamentari. I soliti incontentabili diranno che non si tratta di Ministri o Sottosegretari: ma anche noi siamo dei vasi di coccio, e chi vuole mettersi a inseguire questo o quel politico in base all’ammontare di potere che ha, si accomodi pure. Noi altri, rendiamoci conto una buona volta che la maggior parte delle volte che si presenta a Roma un sedicente rappresentante di una comunità’ di italiani, questi lo fa con la mano tesa e aperta aspettando di ricevere finanziamenti. E tanti, troppi fra coloro che sono politicamente attivi da fuori dei confini dell’Italia, dimostrano nelle loro missive problemi vuoi con la logica, vuoi con la salute mentale. Aggiungiamo a tutto ciò’ la catastrofe che e’ stata l’elezione di tal Nicola Di Girolamo (catastrofe che ho denunciato, insieme a Italiachiamaitalia.com, dal primo giorno causandomi non poche difficoltà’), mescoliamo la vacuita’ litigiosa del CGIE, e poi sarà facile capire perché’ gli Italiani all’estero si trovino politicamente nello stato in cui si trovano (altro che improbabili successi da parte di nuove leve che si presentino in liste dal 7% di consenso).

Ognuno naturalmente avra’ la sua storia politica, e quindi a parte alcuni “casi umani” conviene considerare le scelte di tutti come dotate di una loro logica interna. Ma in queste condizioni, per il PdL UK i valori fondamentali sono la fedeltà e la fiducia con i nostri Parlamentari, non il discettare sulle quisquilie (o sul niente, come vorrebbero i Filini).

Non bisogna avere la foto del Cavaliere in tasca per comprendere come non esista un’alternativa. I motivi per appoggiare il Governo Berlusconi restano: la superiorità’ in tutti i settori,  competenza, visione, ottimismo, capacita’ di fare.

Potremmo avere di meglio? Certo, come potremmo essere tutti ricchi, giovani e belli. Quindi, e oso concludere a nome di tutti gli attivisti PdL nel Regno Unito, noi proseguiamo sull’antica strada. Ecco quello che resta da fare. I figliol prodighi Filini, pero’, quando torneranno faranno bene a portarsi quanto servirà a organizzare il banchetto per festeggiare il loro ritorno. Noi, non sentiremo alcun dovere di pagare.

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