Data odierna 20-09-2017

Si è svolta questa mattina a Palazzo Tonello, sede dell’Unione degli Istriani a Trieste, la conferenza stampa indetta dal presidente Massimiliano Lacota per fare il punto della situazione...

Si è svolta questa mattina a Palazzo Tonello, sede dell’Unione degli Istriani a Trieste, la conferenza stampa indetta dal presidente Massimiliano Lacota per fare il punto della situazione rispetto alle cerimonie congiunte dei tre presidenti della Repubblica svoltesi lo scorso 13 luglio all’ex Hotel Balkan ed al monumento all’Esodo a Trieste in occasione del “Concerto dell’Amicizia” diretto dal Maestro Muti. Fortemente critico sin dalla vigilia delle manifestazioni, Lacota oggi ha ribadito: “è necessario chiarire subito come non si sia trattato di un atto di pacificazione storico, ed è davvero patetico che si continui forzatamente e strumentalmente ad indicarlo come tale. Di storico c’è stato solo il concerto, un evento straordinario che davvero Trieste ha meritato”.
Lacota ha quindi rimarcato come “l’assenza totale di gente alla cerimonia che avrebbe dovuto interessare tutta la cittá, cioè quella al monumento all’Esodo, sia stata completamente disertata, probabilmente recando imbarazzo al presidente Napolitano. Mi spiace davvero che il Presidente Napolitano abbia dovuto omaggiare gli esuli senza la loro presenza forte e convinta che si sarebbe invece registrata in un luogo diverso, cioè a Basovizza”.
Per l’Unione degli istriani, “l’assenza quasi totale di pubblico alla cerimonia di piazza della Libertá, contrariamente al bagno di folla esultante e di bandierine tricolori che generalmente accoglie nelle cittá d’Italia il Presidente della Repubblica, è stato un chiaro segnale del rigetto di una simile cerimonia priva di reale significato da parte dei triestini e degli esuli istriani e del fatto che le obiezioni mosse da noi e dalla Lega Nazionale, non fossero pretestuosi attacchi politici, come invece i “soliti noti” della politica locale e del presidente della federazione delle associazioni degli esuli Renzo Codarin ed il presidente dell’Anvgd Lucio Toth, avevano fatto credere, facendo prevalere tali tesi anche al Quirinale”.
“La totale assenza degli esuli istriani, che hanno spontaneamente condiviso i nostri sentimenti – ha commentato ancora Lacota – dimostra quanto tale cerimonia si sia rivelata una comparsata, dimostrando nel contempo che gli appelli di Toth e Codarin si sono rivelati del tutto ininfluenti. Addirittura il Sindaco Dipiazza nella sua intervista pubblicata su “Il Piccolo” lo scorso giovedí ha ammesso l’errore, quando giustamente aveva affermato che il monumento di piazza Libertá non rappresenta le tragedie di queste terre”.
L’Unione degli Istriani si è detta quindi “rammaricata che la causa della magra accoglienza riservata da Trieste al Presidente Napolitano sia riconducibile proprio a proposte nate da esponenti nominati nel panorama associativo della diaspora giuliano-dalmata” e ha annunciato che “prossimamente saranno noti i risultati di un sondaggio commissionato ad una societá primaria di indagini statistiche, che sconfessano invece e ribaltano i risultati di quello fuorviante presentato ieri dall’ANVGD e dal CDM, proprio per tentare di giustificare il vuoto presso il monumento di piazza Libertá (lo dimostrano le domande fatte agli intervistati)”.
Quattro, ha spiegato Lacota, le domande del sondaggio dell’Unione degli Istriani somministrato a mille persone di Trieste: Lei ha partecipato alla cerimonia di deposizione delle corone? Lei ritiene che l’organizzazione delle due cerimonie con la scelta dei posti sia stata equilibrata? Perché, secondo lei, da cittadino di Trieste, gli esuli non hanno partecipato alla cerimonie? Lei crede che questo atto, che molti commentatori ritengono storico, influirá decisivamente nelle relazioni fra questi tre stati e fra le rispettive popolazioni?
“Le risposte che sono state date a queste domande precise e nette – ha concluso Lacota – spiegano da sole che quanto scritto e detto in questi giorni da più parti è un qualche cosa che è fuori dalla realtá”.

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