Data odierna 20-09-2017

L’INTERROGAZIONE DELL’ON. NARDUCCI (PD) AL MINISTRO FRATTINI   L’iter per il rilascio del passaporto elettronico da parte dei Consolati è lungo e “appesantito”...

L’INTERROGAZIONE DELL’ON. NARDUCCI (PD) AL MINISTRO FRATTINI   L’iter per il rilascio del passaporto elettronico da parte dei Consolati è lungo e “appesantito” da diversi passaggi imposti dal Viminale, tanto da aumentare il carico di lavoro delle sedi consolari e il disagio per i connazionali che lo richiedono. È quanto scrive l’onorevole Franco Narducci (Pd) in una interrogazione a risposta immediata in Commissione Esteri presentata insieme al collega Tempestini e rivolta al Ministro Frattini.
“Il 10 maggio 2010 – si legge nella premessa – il Ministero degli affari esteri ha inviato un messaggio alle proprie sedi all’estero (ambasciate, consolati e agenzie consolari) riguardante la seconda fase del progetto “Passaporto elettronico”. In concreto, con il succitato messaggio, il Ministero ha impartito alla rete una sequenza di istruzioni operative concernenti l’entrata in esercizio (avvenuta il 20 maggio 2010) dei nuovi libretti di passaporto ordinario e temporaneo; tra le varie direttive contenute nel messaggio, al punto 2 si rendono note le modalitá fissate dal Ministero dell’interno per l’accertamento, da parte degli uffici consolari, delle cause ostative al rilascio del passaporto: gli uffici consolari non potranno più accedere al bollettino nazionale delle ricerche ma dovranno acquisire il nulla osta rivolgendosi alla questura territorialmente competente per il comune di iscrizione AIRE anche per i residenti nella propria circoscrizione consolare (registrati, quindi, nelle anagrafi consolari)”.
“Giova richiamare, al proposito, – prosegue Narducci – che il bollettino nazionale delle ricerche in precedenza veniva fornito sotto forma di CD (nella prospettiva della modernizzazione dovrebbe essere accessibile on-line limitatamente al personale addetto) e di certo non sfuggiranno ai competenti Ministeri le inevitabili conseguenze negative che il cambiamento di prassi comporta; la richiesta del nulla osta alle questure per il rilascio del passaporto per tutti i cittadini (comprese le seconde/terze/e successive generazioni) significa un aumento del carico di lavoro per gli uffici consolari e un appesantimento delle procedure, come pure l’impossibilitá di procedere all’emissione del passaporto all’atto di richiesta da parte del cittadino e l’inattuabilitá di una rapida risposta alle emergenze; mentre si stanno compiendo investimenti cospicui per compensare lo smantellamento degli uffici consolari con un forte incremento dei servizi informatici (il cosiddetto «consolato digitale»), la nuova prassi comporta un esorbitante rallentamento del funzionamento degli uffici stessi e vanifica gli sforzi e gli investimenti di ordine tecnologico giá fatti per l’introduzione del passaporto elettronico fase 1 e 2″.
“Inoltre – sottolinea il deputato eletto all’estero – ne conseguono molteplici disagi per i cittadini, obbligati a presentarsi di persona per la richiesta del passaporto per ben due volte nella sede consolare: la prima volta per “aprire” la pratica, la seconda per l’acquisizione delle impronte. Vi è poi l’impossibilitá di ottenere il servizio in tempi ravvicinati e programmati per i movimenti (in mancanza di risposta da parte delle questure bisogna far scadere il termine di 30 giorni), nonché l’aumento dei costi di gestione (fax per la richiesta dei nulla osta, costo telefonico per convocare il cittadino dopo l’arrivo del nulla osta, e altro)”.
Per questo, Narducci chiede a Frattini di sapere se “considerato che il bollettino nazionale delle ricerche è sempre stato utilizzato dagli uffici consolari con la massima riservatezza e che resta immutata la loro competenza al rilascio dei passaporti, intenda compiere ogni possibile sforzo per ripristinare la prassi precedente in linea con le esigenze di efficienza, rapiditá e snellezza che continuamente vengono invocate da autorevoli rappresentanti del Governo”

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