Data odierna 23-10-2017

RISPARMI DOVEROSI E GIUSTI TAGLI A PARLAMENTARI E PARTITI . “Giustissimi i tagli alla politica, ai partiti, ai parlamentari, ai ministri. Sará solo un segnale, ma va dato senza incertezze...

RISPARMI DOVEROSI E GIUSTI TAGLI A PARLAMENTARI E PARTITI . “Giustissimi i tagli alla politica, ai partiti, ai parlamentari, ai ministri. Sará solo un segnale, ma va dato senza incertezze perché è giusto che chi guadagna di più paghi di conseguenza e l’apparato politico costi complessivamente di meno. Per questo quando si vedono poi le parziali retromarce, la paura di qualche collega per qualche “taglio” (doveroso!) c’è il dubbio che molti non vivano la realtá quotidiana degli italiani. Per questo sostengo che sarebbe peró utile ed equo anche un leggero aumento delle aliquote IRPEF per tutti i contribuenti al di sopra di una quota di reddito alta ovvero per persone che obbiettivamente potrebbero dare un contributo in più – magari anche solo a titolo temporaneo – a sostenere il paese. Cosí come se si taglia, ripeto, secondo me giustamente, l’indennitá parlamentare, allora va ritoccata anche per i Magistrati visto che i due stipendi sono equiparati”. A sostenerlo è Marco Zacchera, deputato del Pdl e presidente del Comitato sugli italiani all’estero della Camera, nonché sindaco di Verbania, che nell’ultima edizione della sua newsletter “Il punto” commenta la manovra finanziaria approntata dal Governo.
Per Zacchera “è la “macchina” istituzionale a dover essere riformata: ricordiamoci che i deputati (stipendi, rimborsi, pensioni) incidono solo per circa il 14% del bilancio di Montecitorio e il resto se ne va per stipendi dei dirigenti, dipendenti, rimborsi, manutenzioni: anche qui servono tagli, cosí come alle strutture regionali che in proporzione costano anche di più di quelle centrali. Lo stesso vale per i numeri: se vanno ridotti i parlamentari perché lo stesso non deve valere per i consiglieri regionali visto che molte regioni (non il Piemonte) in questi decenni hanno aumentato il loro numero in maniera consistente? Quello che temo – spiega – è che alla fine tutto il discorso si riduca in sostanza all’ennesimo condono edilizio più o meno mascherato ed a un taglio secco ai comuni. Anche qui ci sono tanti sprechi, ma credo che sia sciocco generalizzare per tutti gli 8110 comuni italiani che oltretutto sono gli enti più controllati e direttamente giudicati dai cittadini”.
“Ci sono comuni – elenca il deputato-sindaco – dove si spreca e in molti altri dove si tira la cinghia, dove l’ICI la pagano quasi tutti ed altri dove l’evasione è ben maggiore: non si puó più premiare i secondi con trasferimenti statali che pro-capite sono 3 o 4 volte più forti rispetto a chi cerca di essere efficiente. Come puó Tremonti tollerare pubbliche dichiarazioni da cui traspare che mentre in Lombardia i tributi evasi sarebbero il 13% in Calabria raggiungerebbero l’85%? Forse sono dati non esatti (francamente lo spero) ma allora dei chiarimenti si impongono o è evidente la “giustificazione morale” all’evasione. Lo stesso annunciare che per salvare i propri conti le amministrazioni locali potranno trattenere una parte “dell’incassato in più” per la lotta all’evasione: ma se si incassa giá il dovuto o quasi, dov’è la maggior partecipazione in entrata?”.
Per il deputato Pdl “serve comunque una maggiore precisione anche nella diffusione dei dati e i cittadini avrebbero bisogno anche di una informazione più corretta: si sostiene per esempio che in Italia ci sarebbero 650.000 auto blu, contro i 70.000 negli USA. Secondo me sono cifre assurde e della quale non si riesce mai ad avere un riscontro oggettivo. Non vorrei che fossero conteggiate come “auto blu” anche le ambulanze o i mezzi dei vigili del fuoco: perché nessuno – a cominciare dal governo – ne dá un elenco un poco più preciso, anche per difendere la propria credibilitá?”.
Per concludere Zacchera annota a mo’ di post scriptum: “l’altra sera alla Camera c’è stato un incontro serale tra Berlusconi, alcuni ministri ed i parlamentari sulle conseguenze della legge finanziaria. Me ne sono andato verso le 22 e all’uscita di Montecitorio c’era ancora una parata di auto che riempiva metá piazza. Visto che parlavamo di tagli e di sprechi, sottosegretari e ministri – almeno per una sera – non potevano andare a casa in taxi?”.

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