Data odierna 12-12-2017

Tra i 275 deputati che nel tardo pomeriggio di ieri non hanno votato la fiducia al Governo Berlusconi  c’era anche Mirko Tremaglia (Fli), decano della Camera, già ministro per gli italiani nel mondo....

Tra i 275 deputati che nel tardo pomeriggio di ieri non hanno votato la fiducia al Governo Berlusconi  c’era anche Mirko Tremaglia (Fli), decano della Camera, già ministro per gli italiani nel mondo. Ultimo a parlare, Tremaglia ha confermato che avrebbe votato “contro, per i motivi che ho messo per iscritto, e cioè per quelli riguardanti gli italiani all’estero. È ora di finirla di ignorare questo fatto, che è clamoroso, formidabile, eccezionale e che mi ha fatto guadagnare un mucchio di anni di vita e che mi porta, oggi, a prendere la parola per dire: non dimentichiamo la bontà di questa causa che è eccezionale, ma lei (Berlusconi, ndr) l’ha ignorata e continua ad ignorarla”.
“Non dimenticate – ha aggiunto – che vi sono 395 parlamentari di origine italiana che hanno fatto cose veramente eccezionali; non dimenticate che non si può venire a parlare di bilanci ignorando quella che è una causa veramente eccezionale di tutta la nostra vita e di tutte le generazioni, e che diventa un punto di riferimento straordinario. Quando dico 395 parlamentari di origine italiana vuol dire che noi abbiamo riempito il mondo di italianità, ma anche questo si ignora, e si va dire che devono essere colpiti, addirittura, quelli che fanno della migrazione un punto centrale della loro vita. Questi – ha ribadito – sono i motivi per i quali io, che da un anno a questa parte sono pieno di guai, prendo la parola per dire che a distanza di un mese mi ritroverete in piena forma. Non mi interessano i calcoli: bisogna votare, non bisogna votare. Quello che non è stato fatto deve essere fatto. Per questi motivi voterò contro, sollecitando, naturalmente, una grande operazione di italianità. Non dimenticate – ha concluso – che dobbiamo batterci contro la partitocrazia, non è una vecchia storia, perché è la partitocrazia che rovina il popolo italiano e l’Italia”.
Come accennato durante il suo intervento, Tremaglia ha messo per iscritto le proprie considerazioni in cui spiega di aver lasciato il Pdl perché non è stato ascoltato quando ha richiesto, come segretario generale del Ctim, “l’annullamento della decisione di fare un partito Pdl all’estero”. Di seguito il testo del suo intervento.
“Faccio seguito alla comunicazione del 4 novembre 2009 a nome del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo dal titolo “Difendiamo l’emigrazione contro il tesseramento ad un partito, contro la partitocrazia” con la quale comunicavo la mia opposizione alla costituzione di una organizzazione dell’emigrazione denominata “PDL nel mondo 2009-2010″ e sottolineavo che era assurda e contraria agli interessi dell’emigrazione, tanto è vero che il PDL ha assunto sinora posizioni contro i principi di civiltà, socialità, onore e contro gli interessi degli emigranti stessi ogniqualvolta è stato posto in Parlamento il problema persino della loro sopravvivenza.
Questa iniziativa ha costituito una offesa per quanti dal 1968 hanno fatto parte del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, e per gli emigranti italiani che sono stati costretti a lavorare subendo discriminazioni vergognose. Non si può mettere sotto interessi di partito la visione e la organizzazione di una forza come quella degli Italiani nel mondo.
Improvvisamente, sei o sette persone che fanno parte di un partito hanno inventato il tesseramento nel mondo e, sempre sulla carta, inventato il Popolo della Libertà nel Mondo.
Noi siamo quelli del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, che dal 1968 ha fatto il tesseramento, non di partito, ma in autonomia, facendo tutte le battaglie per l’emigrazione e per gli Italiani nel mondo; che ha presentato le liste per una battaglia del voto agli Italiani all’estero che va dal 1955 fino all’ottenimento per la prima volta del voto all’estero a favore di oltre 4 milioni di votanti (legge 459 del 27 dicembre 2001).
Sempre il CTIM ha presentato liste per cambiare la Costituzione con nominativi di varie formazioni politiche.
Il CTIM è riuscito a cambiare – fatto eccezionale – la Costituzione ben due volte.
Ed ecco che nel 2009, improvvisamente, senza nemmeno consultare il sottoscritto onorevole Mirko Tremaglia, che è il segretario generale del Comitato, ignorando totalmente persino l’esistenza del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, quanto ha fatto e quanto sta facendo nel mondo, ignorando altresì che il sottoscritto è stato Ministro, l’unico Ministro per gli Italiani nel Mondo, si è deciso, senza alcuna consultazione di cancellare il CTIM, sostituendolo con una impostazione di partito, per sfruttare gli elettori all’estero, sempre per farli diventare parte di un partito (PDL) anziché continuare a fare gli interessi dei nostri emigranti.
Si è ignorato che quel Ministro ha ottenuto, tra l’altro, un decreto che riconosce 1’8 agosto, giornata della tragedia di Marcinelle, come la “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo” e potremmo continuare con tutti i convegni e le iniziative di quel periodo ministeriale, ricordando tra l’altro come gli Italiani nel mondo con tanti sacrifici abbiano ottenuto l’elezione di 395 parlamentari di origine italiana.
Tutto questo e tanto altro è stato ignorato e cancellato per far posto alle ambizioni di potere da parte di qualche politico del PDL.
Il tutto è stato da me contestato e respinto con sdegno, rivendicando prestigio, serietà e dignità al CTIM, ai suoi aderenti ed a chi lo ha diretto e continua a dirigerlo.
Il CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, organizzazione nata nel 1968 con il suo statuto, con i suoi dirigenti, con le sue battaglie parlamentari, con le sue federazioni organizzate in ogni parte del mondo, respinge questa iniziativa del PDL negando che gli interessi e i diritti dei nostri emigranti e degli Italiani all’estero possano essere difesi e tutelati da partiti politici. Il CTIM rivendica i grandi traguardi raggiunti dal 1968 ad oggi e continua con la sua organizzazione a rappresentare gli Italiani nel mondo e i diritti ed i principi dell’emigrazione.
Nella mia qualità di segretario generale del CTIM, ringrazio di cuore i miei collaboratori per i risultati raggiunti e per la fiducia che mi è stata in ogni parte del mondo riconfermata; annuncio che richiederò la messa in votazione della proposta di legge per l’istituzione della Commissione parlamentare bicamerale per gli Italiani all’estero e della mozione che invita il Governo ad organizzare una Conferenza per discutere ed attuare un piano di investimenti europei in Africa per dare lavoro agli africani in Africa.
Sul piano personale e politico ho chiesto che fosse annullata la decisione di fare un partito PDL all’estero. Poiché questo non è avvenuto sono stato costretto a lasciare, per protesta, il partito del Popolo della Libertà continuando a battermi contro la partitocrazia negli interessi esclusivi dei valori che hanno alimentato l’emigrazione e gli Italiani nel mondo”.

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