Data odierna 25-09-2017

“Unità d’Italia: ruolo del servizio civile” è il titolo del convegno svolto ieri, 14 dicembre, nella sede della Provincia a Roma. Tra i relatori anche l’onorevole Fabio Porta (Pd),...

“Unità d’Italia: ruolo del servizio civile” è il titolo del convegno svolto ieri, 14 dicembre, nella sede della Provincia a Roma. Tra i relatori anche l’onorevole Fabio Porta (Pd), Vice Presidente del Comitato permanente per gli italiani all’estero della Camera, che ha svolto una relazione sul tema “L’immigrazione italiana in Sud America e il ruolo degli italiani all’estero per l’avanzamento della democrazia repubblicana”.
Il parlamentare eletto in America Meridionale si è detto felice di partecipare ad un evento inserito nei festeggiamenti dei 150 anni dall’Unità d’Italia, “un’occasione – ha commentato – abbastanza isolata e sporadica. Il consolidato atteggiamento di rimozione dell’emigrazione dalla storiografia e dall’elaborazione culturale del nostro Paese sembra confermarsi anche in un passaggio come il 150° dell’unità italiana, in cui i momenti essenziali della nostra storia dovrebbero essere rivisitati con attenzione e valorizzati”.
“In questo senso – ha aggiunto Porta – il ruolo del servizio civile internazionale può essere un’occasione straordinaria per l’Italia di oggi – probabilmente non ancora colta nella pienezza del suo potenziale di integrazione internazionale e di scuola di cittadinanza globale”.
“In questa direzione – ha proseguito il deputato – mi sono speso personalmente, nella mia qualità di parlamentare italiano eletto all’estero, ritenendo che l’originale e innovatrice esperienza italiana del servizio civile (della quale mi sento orgogliosamente partecipe) possa non solo essere di riferimento e stimolo per legislazioni e buone pratiche in altri Paesi, ma anche un elemento di rafforzamento della nostra attiva presenza all’estero”.
“E questo – ha sottolineato il parlamentare – in un momento di crisi di risorse e di conseguenti difficoltà su tutti i principali programmi relativi agli italiani all’estero (diffusione della lingua e cultura italiana, assistenza sanitaria, servizi sociali) potrebbe essere un vero e proprio fattore di rafforzamento se non di rinvigorimento di quello storico legame con l’Altra Italia che gli sciagurati tagli delle ultime manovre finanziarie rischiano di compromettere in maniera irreversibile”.
“Il fatto che anche gli italiani residenti all’estero possano svolgere il servizio civile volontario in Italia – ha concluso il deputato del PD – potrebbe così costituire un elemento inedito e innovatore di integrazione sociale oltre che un utilissimo strumento di coesione civile per il nostro Paese; mi piace pensare ad un servizio civile svolto al tempo stesso da italiani residenti all’estero e da immigrati regolarmente residenti in Italia: sarebbe un vero e proprio “Servizio”, con la “S” maiuscola, all’Italia del domani che oggi facciamo tanta fatica ad intravedere ma che tutti abbiamo il dovere di costruire”. (aise)

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