Data odierna 23-10-2017

“L’approvazione in sede deliberante al Senato di un provvedimento sulle prerogative sindacali dei lavoratori a contratto della nostra rete diplomatico-consolare, dopo un rapido passaggio parlamentare...

“L’approvazione in sede deliberante al Senato di un provvedimento sulle prerogative sindacali dei lavoratori a contratto della nostra rete diplomatico-consolare, dopo un rapido passaggio parlamentare alla Camera, potrebbe rappresentare un modesto ma tangibile segnale di attenzione verso una materia collegata alla vita delle comunità italiane nel mondo”. Così Marco Fedi, deputato del Pd eletto in Australia, nella settimana in cui il Senato di prepara a discutere in Aula la sua proposta di legge sui diritti sindacali del personale a contratto della Farnesina.
“Il provvedimento – ricorda il parlamentare – approvato in sede deliberante alla Camera, C.717, potrebbe avere un iter altrettanto rapido al Senato e consentire parità di diritti sindacali ai lavoratori della rete diplomatico-consolare italiana. Le obiezioni del Governo e delle amministrazioni competenti, tra cui Economia e Finanze ed Esteri, erano state ampiamente considerate in sede di discussione in Commissione Lavoro della Camera al punto di emendare il testo, approvato poi unitariamente dai Gruppi Parlamentari in sede deliberante. Ed avevamo giustamente parlato di positiva azione sinergica dei parlamentari eletti all’estero per un risultato che, una volta ottenuto, garantirebbe equità nella partecipazione sindacale a lavoratori già penalizzati da trattamenti economici che non sono stati rivalutati da molti anni e che oggi subiscono anche i danni di un tasso di cambio decisamente sfavorevole”.
“Sarebbe a dir poco sorprendente – commenta, oggi, Fedi – se il Governo ponesse oggi veti o pregiudiziali all’approvazione di questo provvedimento. Costituirebbe, nuovamente, evidenza dello scarsissimo interesse nei confronti delle comunità italiane nel mondo. Comunità che chiedono il giusto equilibrio tra personale di ruolo e personale a contratto, per garantire la funzionalità delle sedi diplomatiche e consolari, che – conclude – auspicano la giusta attenzione da parte del Parlamento e delle Istituzioni”.

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