Data odierna 22-10-2017

“La prova di forza del Premier si è infranta sugli scranni del Parlamento italiano come una debole onda si infrange sugli scogli. Lo tsunami politico che avrebbe dovuto devastare gli oppositori...

“La prova di forza del Premier si è infranta sugli scranni del Parlamento italiano come una debole onda si infrange sugli scogli. Lo tsunami politico che avrebbe dovuto devastare gli oppositori interni ed esterni del Cavaliere, non ha fatto né danni né vittime”. Queste le considerazioni dell’onorevole Gianni Farina (Pd), all’indomani del voto del Senato che ha confermato la fiducia al Governo Berlusconi che la Camera aveva approvato mercoledì dove, scrive Farina, “ho assistito ad uno spettacolo penoso”.
“Un teatrino della politica messo in piedi dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per ribadire nel suo programma di mezza legislatura le cose realizzate e quelle da realizzare. Un elenco usurato dal tempo. Lo ha fatto – rileva – con il tono insolito privo di spregiudicatezza, ma da funambolo della politica italiana”.
“Il mondo favoloso di Berlusconi – commenta – non esiste più. Da oggi il Premier sarà costretto a galleggiare per evitare le elezioni anticipate. Usate come una clava per addomesticare i “Finiani” di Futuro e Libertà, ora è lui a temerle per 4 motivi: 1) Berlusconi sa che l’opinione pubblica italiana è stufa di liti e beghe personali; 2) gli italiani che lo hanno votato si sentono traditi del mandato ampio che gli avevano affidato; 3) il sogno di diventare Presidente della Repubblica nel giugno 2013 si realizzerà solo se vincerà le elezioni; 4) i guai giudiziari gli impongono di restare al proprio posto il più a lungo possibile”.
Insomma, per Farina, “ora non è il momento di elezioni. Il Premier in una rapida metamorfosi si è trasformato in funambolo della politica italiana. E come un acrobata ha teso il filo tra i riottosi della Lega di Bossi e i futuristi della destra di Fini. Sarà capace di camminare sulla fune come Philippe Petit? Io non credo. Dopo Camera e Senato, pur se il Premier ha voluto dare l’immagine di un governo che esce rafforzato dalla prova parlamentare, le lacerazioni sono evidenti e insanabili: la rottura consumata con Gianfranco Fini è personale e politica; il distacco con l’Italia reale è profondo; i problemi del Paese si aggravano”.
“Non credo all’annuncio del Premier di aprire una grande stagione di riforme”, argomenta. “Sono invece convinto, come ha affermato il Segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, nel suo intervento alla Camera, che “l’epoca gloriosa del “ghe pensi mi” che doveva portare crescita economica ha invece prodotto solo impoverimento. E i cinque punti sono solo una ribollita”. Toccherà a noi, speriamo il più presto possibile, il compito di cambiare e rinnovare la Repubblica”.

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