Data odierna 22-10-2017

NON è UNO STRUMENTO POLITICO MA UNA STRADA PER L’INTEGRAZIONE . “Si continua a parlare di legge sulla cittadinanza caricandola di un malsano valore politico, sventolandola come strumento di...

NON è UNO STRUMENTO POLITICO MA UNA STRADA PER L’INTEGRAZIONE . “Si continua a parlare di legge sulla cittadinanza caricandola di un malsano valore politico, sventolandola come strumento di distinguo all’interno del PdL e perdendo di vista completamente la portata giuridica, sociale e culturale delle disposizioni in questione. Questo non fa bene alla societá e all’idea di integrazione che vogliamo in Italia”. È quanto dichiara oggi Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL, all’indomani delle diverse dichiarazioni sul rapporto cittadinanza-immigrazione, seguite all’incontro di lunedí alla Cattolica di Milano.
Per Di Biagio, “il testo unificato al momento in agenda nella prima commissione delinea delle disposizioni concrete e raziocinanti rispondenti ad una societá che cambia, in cui la percentuale di cittadini stranieri cresce in maniera esponenziale, ed il cui livello di integrazione nel tessuto produttivo, economico e sociale risulta essere elevato e fattivo”.
“Sembra quasi – commenta il deputato – che l’opposizione alla legge sulla cittadinanza da un lato, soprattutto sul versante Lega, venga utilizzata come strumento per assecondare quella porzione di societá civile preoccupata nel dare troppa attenzione agli immigrati, visti come nemici o come usurpatori di posti di lavoro, dall’altro sventolata come spartiacque tra coloro che condividono le idee del Presidente Fini e coloro che si collocano sulla sponda opposta. Si finisce col affidarle un ruolo ed un’immagine che non ha e non deve avere”.
“Riconoscere lo ius soli – per il deputato Pdl – è una prioritá per il nostro Paese perché consente non solo di creare le basi ottimali per una reale e soprattutto legale integrazione ma anche di collocarci sulla medesima linea normativa dei Paesi europei. E in questo la politica deve tornare ad avere un ruolo sovrano, scrollandosi da dosso le sollecitazioni di corrente e gli interessi elettorali e mettendo al centro le prioritá sociali. Questo – spiega – non vuole dire che la legge non possa essere suscettibile a modifiche o riformulazioni nelle opportune sedi: è auspicabile che nelle commissioni e nei comitati ristretti si proceda ad una riflessione ed un confronto anche animato che – conclude Di Biagio – conduca a superare le differenze e che consenta di definire un prodotto normativo condiviso e necessario senza pregiudizi”.

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