Data odierna 22-10-2017

“È fuor di dubbio il carattere lungimirante e costruttivo dell’accordo di Bengasi del 2008, di cui oggi si celebra il biennio, ma ritengo che questa giornata poteva essere impegnata per fare...

“È fuor di dubbio il carattere lungimirante e costruttivo dell’accordo di Bengasi del 2008, di cui oggi si celebra il biennio, ma ritengo che questa giornata poteva essere impegnata per fare il punto sulla situazione piuttosto che avviare assurde quanto non opportune campagne di cooptazione islamica ai limiti del buon gusto”. È quanto Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà per l’Italia eletto in Europa, a commento delle dichiarazioni di Gheddafi nel seminario tenuto ieri alle 500 hostess pagate per ascoltarlo nella sede dell’Accademia libica di Roma.
“Siamo abituati alle derive folcloristiche del Colonnello Gheddafi, – spiega Di Biagio – le schiere di fanciulle, le tende in mezzo ai parchi e le strampalate visioni di geopolitica snocciolate a destra e a manca ma la distribuzione del Corano e l’invito all’islamizzazione dell’Europa con il quale ha deliziato il suo arrivo a Roma è un po’ troppo. Ritengo rappresentino uno schiaffo morale e culturale alla nostra storia prima ancora che al ruolo politico dell’Italia”.
“Credo che in nome di presunti interessi economici del nostro Paese si stia peccando di pesante laissez faire nei confronti di referenti politici internazionali con i quali bisognerebbe mantenere soltanto equilibrate relazioni economiche e politiche e non fare baracca a mo’ di fanciulli ubriachi. Il rispetto culturale e religioso – conclude il deputato – si colloca ben prima degli interessi economici ed ora qualcuno se ne dovrebbe rendere conto”.

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