Data odierna 23-10-2017

“Il mio incarico a livello partitico è stato conclamato soltanto sulla carta e non è mai stato confermato, come si addice ad un grande partito di maggioranza, a livello pienamente operativo....

“Il mio incarico a livello partitico è stato conclamato soltanto sulla carta e non è mai stato confermato, come si addice ad un grande partito di maggioranza, a livello pienamente operativo. Il concetto di dimissione implica il rassegnare un determinato compito o ufficio. Ebbene non sussistendo nei fatti alcuno di questi, ritengo che il concetto a monte manchi di validitá e coerenza. Ma allo stesso tempo non sopravvivendo alcuna forma di coerenza all’interno della struttura di ció che resta del Popolo della Libertá, e sussistendo una forma di gestione á la carte anche degli stessi incarichi, ho ritenuto di utilizzare le dimissioni come unico strumento formale di divergenza rispetto all’organizzazione a monte del partito”. È quanto dichiara in una nota Aldo Di Biagio, ex responsabile italiani nel Mondo del PdL ed ora deputato di Futuro e Libertá per l’Italia.
“Con questo gesto – spiega il deputato – non intendo soffermarmi sui problemi e sui disagi che in questi mesi si sono sovrapposti lungo il mio cammino di Responsabile Italiani nel Mondo, poiché ritengo che questi siano argomenti giá espressi ed evidenziati in decine di comunicazione ostinatamente trasmesse al coordinamento in circa 16 mesi di attivitá senza che vi sia mai stata una reale risposta. Intendo piuttosto – chiarisce Di Biagio – evidenziare con semplicitá e chiarezza il rammarico per aver constatato in prima persona che tipo di apertura il partito ha inteso riservare a chi ha osato alzare il dito per formulare una riflessione in disaccordo rispetto a quella tratteggiata dal leader”.
“Sono convinto – prosegue il deputato eletto all’estero – che per essere parte integrante di quello che resta del PdL, bisogna adeguarsi in maniera inderogabile alle dinamiche di asservimento al leader a cui molti colleghi sembrano essere abituati. Dinamiche che mal conciliano con l’idea di libertá e di futuro di un Paese schiacciato dall’immobilismo e dalla crisi economica. Con responsabilitá tolgo il disturbo cosicché – conclude – alla prossima direzione nazionale del Popolo della Libertá i dissensi verso le iniziative autoritariamente sancite dal coordinamento centrale troveranno un fautore in meno”.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento