Data odierna 23-09-2017

“Abbiamo ascoltato il Governo per ben due anni raccontarci che i conti italiani erano a posto e che non c’era bisogno di manovre aggiuntive e correttive, ora invece ci dicono che l’equilibrio...

“Abbiamo ascoltato il Governo per ben due anni raccontarci che i conti italiani erano a posto e che non c’era bisogno di manovre aggiuntive e correttive, ora invece ci dicono che l’equilibrio della finanza pubblica è in pericolo e che bisogna “tagliare” le spese e ridurre stipendi e pensioni. Il ministro della Funzione Pubblica Brunetta ha definito i tagli una piccola “iattura” e non un sacrificio. Ma chi verrá colpito dalla iattura di Brunetta?”. A chiederselo è Gino Bucchino, deputato del Pd eletto in Nord America, che riporta “indiscrezioni” che, peró, precisa “a sentire peró esponenti del Governo sembrano certezze” circa “una soluzione tecnica allo studio che in pratica posticiperá i pensionamenti di vecchiaia e anzianitá, oltre che a colpire gli stipendi dei dipendenti pubblici italiani. Questa misura colpirá anche i pensionandi residenti all’estero, e in particolare quelli in America Latina, i quali sono i meno responsabili della crisi economica italiana ed europea”.
“In pratica – argomenta il deputato – il Governo, dopo aver vantato il surplus dei conti dell’Inps, sta studiando il dimezzamento delle “finestre” di uscita pensionistiche nel 2011 recuperando cosí ogni anno circa 1,6 miliardi di euro. Il sistema attualmente in vigore prevede due finestre di uscita all’anno per il trattamento di anzianitá: gennaio e luglio. Dal prossimo anno uno delle due finestre sará chiusa e questo comporterá ovviamente un ritardo ulteriore di almeno sei mesi nell’erogazione della prestazione. Analogamente per le pensioni di vecchiaia (65 anni di etá per gli uomini e 60 per le donne) si prevede la riduzione delle finestre dalle quattro attualmente previste alle due prospettate”.
“Anche in questo caso – precisa Bucchino – il nuovo sistema comporterá uno slittamento di almeno tre mesi del pensionamento. Non è comunque esclusa la possibilitá che il blocco delle finestre d’uscita possa addirittura partire giá dal prossimo mese di luglio. Ma gli emigrati non saranno la sola categoria di “deboli” ad essere penalizzata: è previsto un drastico intervento anche sulle pensioni di invaliditá civile. Sarebbe illusorio aspettarsi che gli italiani residenti all’estero siano esentati dalle nuove misure punitive, o che saranno accolti gli emendamenti che puntualmente presenteremo ai decreti legge del Governo. Prepariamoci quindi all’ennesima ingiustizia (pardon, “iattura”) perpetrata contro i nostri connazionali”.

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