Data odierna 24-09-2017

“Prima o poi ci saranno le elezioni politiche. Sarà a primavera o sarà fra un anno? Chissà. Intanto giustamente i partiti si stanno organizzando anche all’estero”. Gian Luigi Ferretti...

“Prima o poi ci saranno le elezioni politiche. Sarà a primavera o sarà fra un anno? Chissà. Intanto giustamente i partiti si stanno organizzando anche all’estero”. Gian Luigi Ferretti affida alle pagine de “L’Italiano”, quotidiano che dirige a Roma, le sue riflessioni sulla proiezione all’estero dei partiti italiani, evidenziando in particolare l’immobilismo del Pdl.
“Il PD ha un coordinatore intelligente e dinamico, al quale il partito dà la necessaria autorità, una struttura e qualche mezzo. E il buon Eugenio Marino “lavora come un mulo, è veloce come un treno e puntuale come un orologio”, così lo dipinge in modo colorito ma efficace Ricky Filosa. Poiché nella vita si deve sentire di tutto, ultimamente qualcuno ha tirato fuori la stranissima opinione che Marino non dovrebbe parlare di italiani all’estero perché non è stato eletto nella Circoscrizione estero. Proprio come Tremaglia.
Il dipartimento italiani nel mondo del PD organizza riunioni, convegni, organizza le strutture all’estero.
Fa insomma quello che un grande partito deve fare. E lo fa bene.
L’Italia dei Valori, affidato il settore all’On. Razzi, si sta organizzando in giro per l’Europa.
L’Udc è entrata dalla porta principale affidando il suo settore italiani all’estero all’On. Ricardo Merlo, leader del MAIE e parte così da un senatore e un deputato. Merlo è già all’opera in tutte e quattro le ripartizioni.
Da una costola del Pdl nasce Futuro e Libertà e subito si occupa e preoccupa del mondo dell’emigrazione. Tremaglia, Menia, Di Biagio, lo stesso Fini da decenni sono al fianco dei connazionali nel mondo. E il nuovo partito può già contare sulla rete del CTIM, rimasta intatta ed incontaminata, sulla struttura del patronato Enas e sui molti esponenti ex Forza Italia che, specialmente in Europa, stanno passando ai finiani.
E il Pdl? Non pervenuto. I poveri eletti, che vorrebbero tanto essere rieletti, non sanno che pesci prendere. Girano a vuoto offrendo cene, ma di cosa possono parlare? Il governo cui fanno riferimento è obiettivamente ostile agli italiani nel mondo, che non conosce e dei quali diffida. Vorrebbero tanto rappresentare la “nuova emigrazione”, quella dei giovani intellettuali. Ma si stanno rendendo conto che gli iscritti all’Aire fra loro sono poche decine e così sono costretti ad incontrare i “vecchi” emigrati.
Se n’è andato Di Biagio ormai da un pezzo e nessuno lo rimpiazza. Non c’è un responsabile, una sede, una struttura.
I pochi simpatizzanti nei diversi Paesi sono basiti. L’unica speranza è che Berlusconi duri e che il suo nome sul simbolo possa rinnovare il miracolo. Cavarsela senza lavorare sperando nella vincita alla lotteria, un po’ poco come programma”.

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