Data odierna 22-09-2017

“Presidente, illustre Presidente del Consiglio, illustri membri del Governo, onorevoli colleghi, intervengo a nome degli italiani all’estero che ho l’onore di rappresentare, in particolare...

“Presidente, illustre Presidente del Consiglio, illustri membri del Governo, onorevoli colleghi, intervengo a nome degli italiani all’estero che ho l’onore di rappresentare, in particolare quelli della ripartizione Europa e di concerto con i colleghi eletti nel Nord-America e nel Sud-America. Gli italiani all’estero costituiscono un patrimonio dell’Italia: sono decine e decine di milioni di persone che continuano a guardare al nostro Paese con immutato affetto ed attenzione. A questi italiani il Governo Berlusconi ha garantito credibilità internazionale”. Così il senatore del Pdl eletto in Europa Raffaele Fantetti è intervenuto questa mattina in Aula durante la discussione seguita all’intervento con cui il presidente del Consiglio ha chiesto la fiducia per il suo Governo
“Potrei consegnare ai nostri lavori lo stesso testo letto il 30 settembre per ribadire la fiducia al Governo – ha proseguito Fantetti – ma vorrei estendere il discorso all’orgoglio degli italiani all’estero rappresentati dal Governo Berlusconi, in particolare alla gestione sana, efficiente, fatta della crisi internazionale ed all’autorevolezza dimostrata nei consessi internazionali ed in particolare per esempio all’opera che ha portato al riavvicinamento tra la Federazione russa e la NATO, in particolare ancora di questi giorni, all’opera che attraverso la proposta del ministro Tremonti e del ministro Juncker potrebbe portare a livello internazionale, sui mercati internazionali di capitali nei quali noi siamo particolarmente esposti alla creazione di un’entità che rappresenti l’Unione europea e che garantisca su quei mercati le obbligazioni espresse in euro”.
“Queste – ha sottolineato – sono testimonianze dell’autorevolezza di questo Governo nei consessi internazionali, di cui noi italiani all’estero siamo particolarmente orgogliosi. Noi abbiamo difficoltà all’estero a spiegare certe anomalie italiane. Abbiamo difficoltà a spiegare che unici nel consesso dei Paesi occidentali civile abbiamo un ordinamento giudiziario in cui l’accusa ed il giudizio coincidono. Abbiamo difficoltà a spiegare che la Seconda Repubblica, di cui tutti vanno parlando, non coincide con una modifica della Carta costituzionale particolare. E allora, quando dobbiamo entrare in queste argomentazioni, dobbiamo dare degli esempi della novità di questa fase: uno di quelli più incalzanti io credo è proprio il fatto di potere eleggere un Governo ed una maggioranza in Parlamento sulla base di un’indicazione chiara del voto da parte degli elettori, cosa che non è mai successa prima nella nostra Repubblica. E questa indicazione del voto non può che dettare dei limiti di coerenza e di efficacia al cosiddetto vincolo di mandato”.
“Quindi, – ha aggiunto – riteniamo particolarmente irresponsabile ed incoerente che in una situazione, anche dal punto di vista legale e costituzionale che è cambiata con questa indicazione che viene data al momento del voto, qualcuno possa, nel mezzo della legislatura, cambiare idea, di settimana in settimana, e travolgere un percorso molto importante di riforme che questo Paese necessita. Riforme che si spiegano da sole perché quando all’estero siamo costretti a difenderci dall’accusa che la nostra migliore università, l’Università di Bologna, l’università più antica del mondo, è al 189esimo posto delle classifiche internazionali è imbarazzante. E tanto più l’imbarazzante allora è dover spiegare che finalmente il nostro Governo, il governo Berlusconi, è riuscito a mettere mano ad una riforma”.
Per il senatore eletto all’estero “è imbarazzante verificare che di fronte ad una crisi occupazionale e ad un Governo che è riuscito a garantire livelli più che accettabili, estendendo la cassa integrazione, dando lavoro e garantendo livelli di benessere e di consumo che altrove si sono persi, non si comprenda che una conseguenza diretta di ciò è data dal fatto che lei, Presidente, è uno dei pochissimi leader politici italiani ad aver lavorato per dare lavoro. Questo fatto la accomuna a tutti gli italiani all’estero che in tutto il mondo, a prescindere da quando sono immigrati, presentano la caratteristica essenziale di lavorare, di essere lavoratori. Non si emigra se non per andare a cercare un lavoro o un lavoro migliore”.
“Siamo estremamente orgogliosi dell’operato del lavoro del Governo e – ha aggiunto – delusi dal fatto che un nostro parlamentare, che ci riporta indietro negli anni e ad un salto nel buio in cui il dettato della volontà popolare non viene realizzato coerentemente, possa interrompere questo percorso. Ribadiamo dunque la fiducia nel Governo e auspichiamo che tra queste riforme si possa portare avanti anche quella più specificamente diretta ai tanti giovani italiani che devono emigrare. Mi riferisco in particolare al disegno di legge approvato alla Camera e poi in Commissione al Senato sugli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori italiani”.

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